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GSE AEROBIOTIC 10FL 50ML

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FIALE MONOUSO PER AEROSOL A BASE DI ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO E PRINCIPI VEGETALI

Soluzione, nebulizzabile tramite apparecchio per aerosol, a base di semi di Pompelmo, Echinacea angustifolia, Drosera, Enula, Pino mugo, Timo serpillo, Timo comune ed atomizzato di Acqua marina. La nebulizzazione della soluzione favorisce l'idratazione e la fluidificazione del muco in eccesso, facilitandone la rimozione. Gli estratti vegetali contenuti contribuiscono al ripristino del fisiologico equilibrio delle vie respiratorie.
Componenti: Pompelmo semi estratto glicolico, drosera estratto glicolico, echinacea angustifolia estratto glicolico, enula estratto glicolico, timo serpillo estratto glicolico, atomizzato di acqua marina, pino mugo olio essenziale, timo olio essenziale.
Modalità di utilizzo: Nebulizzare una fiala, senza diluirla, per 1 o 2 volte al giorno. Il prodotto è nebulizzabile con tutte le tipologie di apparecchi aerosol (a pistone, a ultrasuoni, ecc.).
Caratteristiche: Dispositivo Medico marcato CE, classe I.
Avvertenze: In caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, evitare l'uso del prodotto.
Formato: 10 fiale monouso da 5 ml per aerosol pronte per l'uso.

 

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GSE AEROBIOTIC JUNIOR 10FL 50ML

FIALE MONOUSO PER AEROSOL PER BAMBINI A BASE DI ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO E PRINCIPI VEGETALI Soluzione, nebulizzabile tramite apparecchio per aerosol, formulata per l'età pediatrica, a base di semi di Pompelmo, Echinacea angustifolia, Drosera, Enula, Pino mugo, Timo serpillo, Timo comune ed atomizzato di Acqua marina. La nebulizzazione della soluzione favorisce l'idratazione e la fluidificazione del muco in eccesso, facilitandone la rimozione. Gli estratti vegetali contenuti contribuiscono al ripristino del fisiologico equilibrio delle vie respiratorie. Componenti: Pompelmo semi estratto glicolico, drosera estratto glicolico, echinacea angustifolia estratto glicolico, enula estratto glicolico, timo serpillo estratto glicolico, atomizzato di acqua marina, pino mugo olio essenziale, timo olio essenziale. Modalità di utilizzo: Nebulizzare una fiala, senza diluirla, da 1 a 3 volte al giorno. Il prodotto è nebulizzabile con tutte le tipologie di apparecchi aerosol (a pistone, a ultrasuoni, ecc.). Caratteristiche: Dispositivo Medico marcato CE, classe I. Avvertenze: In caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, evitare l'uso del prodotto. L'uso nei bambini dipende dalla capacità degli stessi di utilizzare correttamente l'apparecchio aerosol, la somministrazione nel bambino deve perciò essere effettuata con la supervisione di un adulto. Formato: 10 fiale monouso da 5 ml per aerosol pronte per l'uso.  
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TANTUM VERDE PASTIGLIE PER IL TRATTAMENTO DEL DOLORE E DELLE IRRITAZIONI DI BOCCA E GOLA

DENOMINAZIONE: TANTUM VERDE P 3 MG PASTIGLIE GUSTO LIMONE  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Sostanze per il trattamento orale locale.  PRINCIPI ATTIVI: Ogni pastiglia contiene benzidamina cloridrato 3 mg (pari a 2,68 mg di benzidamina).  ECCIPIENTI: Isomalto (E 953), aspartame (E 951), acido citrico monoidrato, aroma l imone, aroma menta, giallo chinolina (E 104), indigotina (E 132).  INDICAZIONI: Adulti e nei bambini al di sopra dei 6 anni. Trattamento sintomatico l ocale del dolore e delle irritazioni della bocca e della gola.  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' accertata alla benzidamina o ad uno qualsiasi degli e ccipienti.  POSOLOGIA: Adulti e bambini al di sopra dei 6 anni: una pastiglia 3 volte al gior no. Non superare i 7 giorni di trattamento. Bambini 6-11 anni: il prod otto deve essere assunto sotto la supervisione di una persona adulta. Bambini sotto i 6 anni: per il tipo di forma farmaceutica la somminist razione dovrebbe essere limitata a bambini al di sopra dei 6 anni. Uso orofaringeo. Sciogliere lentamente una pastiglia in bocca. Non ingoia re. Non masticare.  CONSERVAZIONE: Conservare a temperatura non superiore ai 25 gradi C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'.  AVVERTENZE: L'uso della benzidamina e' sconsigliato in pazienti con ipersensibilit a' all'acido acetilsalicilico o ad altri FANS. Somministrare con caute la in soggetti che soffrono o hanno sofferto in passato di episodi di asma bronchiale, in quanto in questo tipo di pazienti potrebbero inter venire fenomeni di broncospasmo. In un numero limitato di pazienti le ulcerazioni oro-faringee possono essere segno di patologie piu' gravi. Pertanto, nel caso in cui i sintomi dovessero peggiorare o non miglio rare entro tre giorni, o dovessero intervenire febbre o altri sintomi, il paziente deve rivolgersi al proprio medico o dentista a seconda de lle necessita'. Il prodotto contiene aspartame, una fonte di fenilalan ina, pertanto puo' essere dannoso a chi e' affetto da fenilchetonuria. Il prodotto contiene isomalto, i pazienti affetti da rari problemi er editari d'intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicin ale.  INTERAZIONI: Non sono stati condotti studi di interazione.  EFFETTI INDESIDERATI: Frequenze reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1000, < 1/100); raro >= 1/10.000, < 1/1000); m olto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie gastrointestinali. Rari: bruciore e secchezza della bocca; non nota: ipoestesia orale. Disturbi del sistema immunitario. Rari: reazioni di ipersensibilita'; non nota : reazioni anafilattiche. Patologie respiratorie, toraciche, mediastin iche. Molto rari: laringospasmo. Patologie della cute e del tessuto so ttocutaneo. Non comuni: fotosensibilita'; molto rari: angioedema.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso della benzidamina in donne in gravidanza o che allattino. Non e' stata studiata l'escrezione del prodotto nel latte materno. Gli studi su animali sono insufficienti p er evidenziare gli effetti sulla gravidanza o sui bambini allattati al seno. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Il medi cinale non deve essere usato ne' durante la gravidanza ne' durante l'a llattamento.   
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ACTIGRIP COMPRESSE TRATTAMENTO DEI SINTOMI INFLUENZALI E RAFFREDDORE

Indicazioni Terapeutiche: Trattamento dei sintomi dell’influenza e delle affezioni congestizie delle prime vie respiratorie. Posologia: Compresse: Adulti e ragazzi al di sopra dei 12 anni: una compressa 2 – 3 volte al giorno. Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anziani dovranno attenersi ai dosaggi minimi sopra indicati. Principi Attivi: Ogni compressa contiene: Principi attivi: triprolidina cloridrato 2,5 mg; pseudoefedrina cloridrato 60,0 mg; paracetamolo 300,0 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1. Eccipienti: Ogni compressa contiene: Eccipienti: cellulosa microcristallina; amido di mais; acido stearico; amido pregelatinizzato; metile para–idrossibenzoato. Controindicazioni: Ipersensibilità ai principi attivi, ad altri antistaminici o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il farmaco è controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni, durante la gravidanza, l’allattamento (vedere sezione 4.6), nei pazienti in trattamento con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) o nelle due settimane successive a tale trattamento, e nella terapia delle affezioni delle basse vie respiratorie, compresa l’asma bronchiale. Per i suoi effetti anticolinergici non utilizzare in caso di glaucoma, nell’ipertrofia prostatica, nell’ostruzione del collo vescicale, nelle stenosi piloriche e duodenali o di altri tratti dell’apparato gastroenterico ed urogenitale. E’ inoltre controindicato nelle affezioni cardiovascolari, ipertensione arteriosa, ipertiroidismo, nonchè epilessia, diabete e gravi affezioni epatiche e renali. E’ inoltre controindicato nei pazienti con storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu’ episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento) I prodotti a base di paracetamolo sono controindicati nei pazienti con manifesta insufficienza della glucosio–6–fosfato deidrogenasi ed in quelli affetti da grave anemia emolitica.Grave insufficienza epatocellulare. Severa insufficienza cardiaca. Avvertenze: Actigrip contiene metile para–idrossibenzoato: può causare generalmente reazioni allergiche di tipo ritardato, quali dermatite; raramente reazioni immediate con orticaria e broncospasmo. Se la febbre persiste per più di tre giorni oppure se i sintomi non migliorano o ne compaiono altri entro cinque giorni oppure sono accompagnati da febbre elevata, esantema, quantità eccessiva di muco e tosse persistente, consultare il medico prima di continuare la somministrazione. Consultare il medico per determinare la dose negli anziani per la loro maggiore sensibilità verso il farmaco. L’uso degli antistaminici può mascherare i primi segni di ototossicità di certi antibiotici. Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare un’epatopatia ad alto rischio e alterazioni a carico del rene e del sangue anche gravi. In caso di insufficienza renale ed epatocellulare utilizzare solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo medico. Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco, controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiché se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco. Vedere anche la voce "interazioni". L’assunzione del farmaco deve avvenire a stomaco pieno. E’ sconsigliabile l’uso del prodotto se il paziente è in trattamento con antiinfiammatori. L’uso di ACTIGRIP deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX–2. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu’ breve possibile che occorre per controllare i sintomi. Anziani: I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedi sezione 4.2). Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere sezione 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e’ piu’ alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piu’ bassa dose disponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto e sezione 4.5). Pazienti con storia di tossicita’ gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina (vedere sezione 4.5). Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ACTIGRIP il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche’ tali condizioni possono essere esacerbate (vedere sezione 4.8). Occorre cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche’, in associazione alla terapia con FANS, sono state riportate ritenzione idrica ed edema. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS (vedere sezione 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu’ alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. ACTIGRIP deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita’. Gravidanza: L’actigrip è controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. Gravidanza L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può interessare la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post– impianto e di mortalità embrio–fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostglandine possono esporre il feto a: –tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); –disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo–idroaminios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: –possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; –inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Effetti Indesiderati: L’actigrip può causare soprattutto sonnolenza, astenia, vertigini, eruzioni cutanee su base allergica, fotosensibilizzazione, secchezza delle fauci, ritenzione urinaria, ispessimento delle secrezioni bronchiali, disturbi gastroenterici come nausea, vomito e diarrea, eventualmente riducibili somministrando il prodotto dopo i pasti, eccitazione del sistema nervoso centrale, accompagnate da insonnia, euforia e tremori; molto raramente alterazioni ematiche e, specie negli anziani, cefalea, extrasistole, tachicardia e ipotensione. Gastrointestinali: Gli eventi avversi piu’ comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere sezione 4.4). In associazione al trattamento con i FANS sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. In caso di iperdosaggio, il paracetamolo, contenuto nell’ACTIGRIP, può provocare citolisi epatica e può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile. Con l’uso di paracetamolo sono state segnalate reazioni cutanee di vario tipo e gravità, inclusi casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità quali ad esempio angioedema, edema della laringe, shock anafilattico. Inoltre sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi, alterazioni della funzionalità epatica ed epatiti, alterazioni a carico del rene (insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria) reazioni gastrointestinali e vertigini. Dopo somministrazione di ACTIGRIP sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere sezione 4.4–). Meno frequentemente sono state osservate gastriti. Reazioni bollose includenti Sindrome di Stevens Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto raramente). Sovradosaggio: In caso di sovradosaggio si osservano in genere spiccati effetti depressivi o stimolanti sul sistema nervoso centrale, sonnolenza, letargia, depressione respiratoria, ipertensione, irritabilità, convulsioni. Nei bambini l’azione dominante è quella eccitante con accentuati tremori, insonnia, iperattività e convulsioni. Pallore, anoressia, nausea e vomito sono di frequente i primi segni del sovradosaggio del paracetamolo. La necrosi epatica è una complicazione correlata al sovradosaggio di paracetamolo. Gli enzimi epatici possono diventare elevati ed il tempo di protrombina prolungato in un tempo compreso tra le 12 e le 48 ore ma i segni clinici possono non manifestarsi fino al 6° giorno dall’ingestione. L’alcool può potenziare l’epatossicità delsovradosaggio di paracetamolo e potrebbe aver contribuito a determinare una pancreatite acuta in un paziente che aveva assunto quantità eccessive di paracetamolo. In caso di iperdosaggio, il paracetamolo, contenuto nell’ACTIGRIP, può provocare citolisi epatica e può evolvere verso la necrosi massiva e irreversibile. Interazioni: Il prodotto può interagire con alcool, antidepressivi triciclici, neurolettici od altri farmaci ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale come barbiturici, sedativi, tranquillanti, ipnotici che non vanno assunti durante la terapia. Ugualmente non dovrebbero essere assunti contemporaneamente all’ACTIGRIP, potendo causare significative interazioni, antipertensivi, anticoagulanti poiché i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere sezione 4.4)., ipoglicemizzanti orali, metoclopramide, altre sostanze ad azione anticolinergica, agenti simpaticomimetici quali i decongestionanti, gli anoressizzanti, gli amfetaminosimili, i Corticosteroidi potendo causare l’aumento del rischio di ulcerazione o emorragia, gastrointestinale (vedere sezione 4.4). Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): perché possono causare l’aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere sezione 4.4). Il Furazolidone causa progressiva inibizione delle monoaminossidasi, per cui non va assunto contemporaneamente all’ACTIGRIP. L’effetto degli antipertensivi che interferiscono con l’attività del simpatico (per es. metildopa, alfa e betabloccanti, debrisochina, guanetidina, betanidina e bretilio) può essere parzialmente annullato dall’ACTIGRIP, che pertanto, anche in questo caso, non va contemporaneamente assunto. L’ingestione abituale di farmaci anticonvulsivanti o di contraccettivi orali può, con un meccanismo di induzione enzimatica, accelerare il metabolismo del paracetamolo. Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). La somministrazione di paracetamolo può interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell’acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio–ossidasi–perossidasi). I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co–somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo–ossigenasi puo’ portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono ACTIGRIP in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante. Conservazione: Conservare in luogo asciutto, a temperatura non superiore a 25° C
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