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IBUPROFENE CARLO ERBA 400 MG 10 COMPRESSE

Indicato per gli adulti e gli adolescenti con più di 12 anni di età per il sollievo dal dolore da lieve a moderato, inclusi mal di testa, mal di denti, dolori mestruali, dolori muscolari ed articolari di lieve entità, e per la febbre. Modo d'uso Ibuprofene Carlo Erba si somministra secondo le seguenti modalità: - Negli adulti e nei ragazzi dai 12 anni in poi, da 1 fino a un massimo di 3 compresse al giorno.  Per una azione rapida ingerire le compresse con del liquido; in caso di disturbi gastrici assumere le compresse con del cibo. - Gli anziani devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile.  - Pazienti con compromissione renale significativa possono richiedere una riduzione del dosaggio.  Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Non superare le dosi consigliate. Controindicazioni Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Eta' inferiore ai 12 anni. Storia di ipersensibilita' verso qualsiasi farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS). Con questa classe farmacologica possono verificarsi reazioni crociate. Ulcera gastroduodenale attiva o grave o altre gastropatie. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Grave/Severa insufficienza cardiaca. Gravidanza e allattamento. Insufficienza renale o epatica grave. Avvertenze Il prodotto non deve essere assunto, senza consultare un medico, per piu' di 3 giorni. Se il dolore o la febbre peggiorano, o compaiono nuovi sintomi, i pazienti devono consultare un medico. L'ibuprofene deve essere assunto con cautela dagli asmatici e, piu' in particolare da quei soggetti che abbiano manifestato broncospasmo dopo l'impiego di acido acetilsalicilico o altri FANS. L'uso del farmaco deve essere evitato in concomitanza di FANS inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. Anziani: i pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestestinali. Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggraganti come l'aspirina. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono il prodotto il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche' tali condizioni possono essere esacerbate. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere piu' a alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. La somministrazione del farmaco deve essere interrotta alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. L'uso del farmaco, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.  La somministrazione del farmaco dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.  Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari: cautela e' richiesta (discutere con il proprio medico o farmacista) prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione c/o insufficienza cardiaca poiche' in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema.  Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alti dosaggi (2400 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (per es. >=1200 mg/die) siano associate ad un aumentato rischio di infarto del miocardio. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta considerazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (p. es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. Gravidanza e allattamento La somministrazione del farmaco e' controindicata in caso di gravidanza accertata e presunta, e durante l'allattamento. L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1%, fino a circa l'1,5 %. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre- e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.  Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il medicinale non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il prodotto è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le piu' basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Scadenza e conservazione Verificare la data di scadenza indicata sulla confezione. La data di scadenza indicata sulla confezione si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. Conservare a temperatura non superiore a 25°C, nel contenitore originale al riparo dalla luce e dall’umidità. Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.  Composizione Ibuprofene Carlo Erba contiene: Principio attivo: 684 mg di ibuprofene sale di lisina, pari a 400 mg di ibuprofene acido libero Eccipienti: Polivinilpirrolidone, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio biossido. Formato Confezione con 10 compresse.
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MOMENDOL 220 MG NAPROSSENE 24 COMPRESSE RIVESTITE

Momendol 220 mg Naprossene Compresse si usa nel trattamento sintomatico di breve durata dei dolori lievi e moderati quali dolore muscolare ed articolare, mal di testa, mal di denti e dolore mestruale. Utilizzato anche nel trattamento della febbre. Caratteristiche Momendol Compresse si usa nel trattamento locale di dolori nelle affezioni muscolari ed articolari quali mialgie, lombalgie, torcicollo, borsiti, tendiniti, tenosinoviti, periartriti, strappi muscolari, contusioni, ematomi. Coadiuvante di terapie ortopediche e riabilitative. Modo d'uso Adulti ed adolescenti sopra i 16 anni: 1 compressa rivestita con film ogni 8-12 ore. Se necessario, un migliore effetto può essere ottenuto iniziando, il primo giorno, con 2 compresse rivestite con film seguite da 1 compressa rivestita con film dopo 8-12 ore. Non superare le 3 compresse rivestite con film nelle 24 ore. I pazienti anziani e i pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non dovrebbero superare le 2 compresse rivestite con film nelle 24 ore. Composizione Principio attivo: naprossene sodico 220 mg Eccipienti: Lattosio monoidrato, Amido di mais, Cellulosa microcristallina, Povidone (K25), Carbossimetilamido sodico, Silice colloidale anidra, Magnesio stearato. Controindicazioni Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti o verso altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.  Terzo trimestre di gravidanza. Avvertenze Evitare l'impiego del gel su occhi, mucose, ferite e/o lesioni cutanee. La quantita' di principio attivo assorbita attraverso la cute non raggiunge concentrazioni sanguigne tali da esporre ai rischi di effetti indesiderati o tali da rendere applicabili le avvertenze relative alla somministrazione del farmaco per via sistemica. Tuttavia si sconsiglia l'uso del gel ai pazienti nei quali l'acido acetilsalicilico e/o altri FANS inducano reazioni allergiche ed inoltre si sconsiglia l'uso nei pazienti con manifestazioni allergiche in atto o con anamnesi positiva. Per prevenire eventuali fenomeni di ipersensibilita' o di fotosensibilizzazione evitare l'esposizione alla luce solare diretta, compreso il solarium, durante il trattamento e nelle due settimane successive. Interrompere il trattamento se insorgono rash cutanei o irritazioni della pelle. Il rischio di effetti dannosi a carico del feto e/o del bambino non e' escluso. Pertanto l'uso del gel in gravidanza e/o allattamento e' da riservare a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessita'. E' controindicato nel terzo trimestre di gravidanza.
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MOMENT GRANULATO 200 MG IBUPROFENE 12 BUSTINE

Moment Granulato si usa nel trattamento dei dolori di varia origine e natura (dolori mestruali, mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteo-articolari e muscolari). Modo d'uso Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 1-2 bustine, due-tre volte al giorno. Sciogliere il contenuto della bustina in un bicchiere di acqua mescolando con un cucchiaino fino a dissoluzione e bere immediatamente la soluzione. Non superare la dose di 6 bustine al giorno. Nel caso l’uso del medicinale sia necessario per più di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia, deve essere consultato il medico. Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. Assumere il prodotto a stomaco pieno. Composizione Principio attivo: ibuprofene 200 mg Eccipienti: saccarosio, potassio bicarbonato, aroma arancia, acesulfame potassico, aspartame (E 951). Avvertenze Non somministrare al di sotto dei 12 anni.  Gravidanza e allattamento.  Ipersensibilita' al principio attivo, ad altri antireumatici (acido acetilsalicilico, ecc.) o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Ulcera gastroduodenale attiva o grave o altre gastropatie.  Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento).  Insufficienza epatica o renale grave.  Severa insufficienza cardiaca. In pazienti asmatici il prodotto deve essere utilizzato con cautela, dopo aver consultato il medico. Usare cautela in quei pazienti la cui attivita' richiede vigilanza nel caso essi notassero sonnolenza, vertigini o depressione durante la terapia con ibuprofene. L'uso del farmaco, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'. L'uso del medicinale deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alti dosaggi (2400 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus). Moment 200 mg granulato per soluzione orale contiene: 2,25 Mmoli di potassio per bustina. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di potassio. aspartame, una fonte di fenilanina, perciò e’ controindicato nei soggetti affetti da fenilchetonuria. saccarosio: pazienti con problemi di rara malattia ereditaria al fruttosio, malassorbimento di glucosio e galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1%, fino a circa l'1,5%. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento d'incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato. Alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
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MOMENDOL GRANULATO 220 MG NAPROSSENE 12 BUSTINE

Momendol Granulato si usa nel trattamento sintomatico di breve durata dei dolori lievi e moderati quali dolore muscolare ed articolare, mal di testa, mal di denti e dolore mestruale. Anche nel trattamento della febbre. Caratteristiche Momendol Granulato si usa nel trattamento locale di dolori nelle affezioni muscolari ed articolari quali mialgie, lombalgie, torcicollo, borsiti, tendiniti, tenosinoviti, periartriti, strappi muscolari, contusioni, ematomi. Coadiuvante di terapie ortopediche e riabilitative. Modo d'uso Adulti ed adolescenti sopra i 16 anni: 1 bustina ogni 8-12 ore. Se necessario, un migliore effetto può essere ottenuto iniziando, il primo giorno, con 2 bustine seguite da 1 bustina dopo 8-12 ore. Non superare le 3 bustine nelle 24 ore. I pazienti anziani e i pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non dovrebbero superare le 2 bustine nelle 24 ore. Momendol dovrebbe essere assunto preferibilmente dopo un pasto. Non usare per più di 7 giorni per il dolore e per più di 3 giorni per la febbre. I pazienti devono essere informati di consultare un medico, qualora il dolore e la febbre persistano o peggiorino. Composizione Principio attivo: naprossene sodico 220 mg Eccipienti: Saccarosio, potassio bicarbonato, mannitolo, aroma menta/liquirizia, aspartame, acesulfame K, polisorbato 20, emulsione di simeticone.​​​​​​​ Avvertenze Evitare l'impiego del gel su occhi, mucose, ferite e/o lesioni cutanee. La quantita' di principio attivo assorbita attraverso la cute non raggiunge concentrazioni sanguigne tali da esporre ai rischi di effetti indesiderati o tali da rendere applicabili le avvertenze relative alla somministrazione del farmaco per via sistemica. Tuttavia si sconsiglia l'uso del gel ai pazienti nei quali l'acido acetilsalicilico e/o altri FANS inducano reazioni allergiche ed inoltre si sconsiglia l'uso nei pazienti con manifestazioni allergiche in atto o con anamnesi positiva. Per prevenire eventuali fenomeni di ipersensibilita' o di fotosensibilizzazione evitare l'esposizione alla luce solare diretta, compreso il solarium, durante il trattamento e nelle due settimane successive. Interrompere il trattamento se insorgono rash cutanei o irritazioni della pelle. L'uso del gel in gravidanza e/o allattamento e' da riservare a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessita'. E' controindicato nel terzo trimestre di gravidanza.
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OKITASK COMPRESSE A BASE DI KETOPROFENE SALE DI LISINA 40MG UTILE COME ANALGESICO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei. PRINCIPI ATTIVI: Ketoprofene sale di lisina. INDICAZIONI: Dolori di diversa origine e natura, ed in particolare: mal di testa, m al di denti, nevralgie, dolori mestruali, dolori muscolari e osteo articolari. CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDARI: Pazienti con una storia di reazioni di ipersensibilita' come broncospa smo, attacchi d'asma, rinite acuta, orticaria, eruzioni cutanee o altr e reazioni di tipo allergico a ketoprofene, o a sostanze con analogo m eccanismo d'azione (per esempio acido acetilsalicilico o altri FANS); reazioni anafilattiche gravi, raramente fatali, sono state osservate i n questi pazienti; pazienti con ipersensibilita' ad uno qualsiasi degl i eccipienti; terzo trimestre di gravidanza, gravidanza accertata o pr esunta, durante l'allattamento e nei bambini al di sotto dei 15 anni; severa insufficienza cardiaca; pazienti con ulcera gastrica o duodenal e, gastrite e dispepsia cronica; soggetti con leucopenia o piastrinope nia, con emorragie in atto o diatesi emorragica, in corso di trattamen to con anticoagulanti; pazienti con grave insufficienza renale o epati ca; pazienti sottoposti ad importanti interventi chirurgici; e' sconsi gliata, inoltre, la somministrazione contemporanea ad altri farmaci an tinfiammatori e ad acido acetilsalicilico; ulcera peptica/emorragia at tiva o storia di ulcera peptica ricorrente/emorragia (due o piu' episo di distinti di dimostrata ulcerazione o emorragia); precedenti anamnes tici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione relati va a precedenti trattamenti con FANS. POSOLOGIA: Adulti e ragazzi sopra i 15 anni: 1 compressa, in dose singola, o ripetu ta 2-3 volte al giorno, nelle forme dolorose di maggiore intensita'. E' preferibile assumere il prodotto a stomaco pieno. Non superare le d osi consigliate: in particolare i pazienti anziani dovrebbero atteners i ai dosaggi minimi sopraindicati. La durata della terapia dovra' esse re limitata al superamento dell'episodio doloroso. CONSERVAZIONE: Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. AVVERTENZE: Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della pi u' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamen to che occorre per controllare i sintomi. Prestare cautela ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia. Evitare l'uso concomitante del farmaco co n altri FANS. Sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcera zione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pa zienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose piu' bassa possibile. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pa zienti che assumono in concomitanza basse dosi di aspirina o altri far maci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Paz ienti con storia di tossicita' gastrointestinale, specialmente se anzi ani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto sanguin amento gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del tratt amento. I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni a vverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinal i, che possono essere fatali. Quando si verifica emorragia o ulcerazio ne gastrointestinale in pazienti che assumono il farmaco occorre sospe ndere il trattamento. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali , incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necroli si tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associa zione con l'uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazienti se mbrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazione si veri fica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Interrompere il medicinale alla prima comparsa di rash cutaneo, lesion i della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'. Studi clin ici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di alcuni FANS (speci almente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) puo' essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. N on sono attualmente disponibili dati sufficienti per escludere un risc hio simile per ketoprofene quando esso e' somministrato alla dose gior naliera di una bustina, in dose singola, o ripetuta 2-3 volte al giorn o. Il prodotto contiene aspartame come dolcificante. Il farmaco non in fluisce su diete ipocaloriche o controllate e puo' essere somministrat o anche a pazienti diabetici. Pazienti con ulcera peptica attiva o con storia di ulcera peptica. Somministrare i FANS devono essere somminis trati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointest inale poiche' tali condizioni possono essere esacerbate. All'inizio de l trattamento, la funzionalita' renale deve essere attentamente monito rata nei pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi, nei p azienti che ricevono una terapia diuretica, in pazienti con compromiss ione renale cronica, in particolare se i pazienti sono anziani. In que sti pazienti, la somministrazione di ketoprofene puo' provocare una di minuzione del flusso ematico renale causata dall'inibizione delle pros taglandine e portare ad uno scompenso renale. Cautela e' richiesta pri ma di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi positiva per i pertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiche' in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontr ati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema. In presenza di una i nfezione, bisogna tenere in considerazione che le proprieta' antiinfia mmatorie, analgesiche e antipiretiche del ketoprofene possono maschera re i sintomi comuni della progressione dell'infezione come per esempio la febbre. In pazienti con valori della funzione epatica anormali o c on storia di malattia epatica, i livelli di transaminasi devono essere valutati periodicamente, specialmente durante la terapia a lungo term ine. Con l'uso di ketoprofene, sono stati riferiti rari casi di ittero ed epatite. L'uso dei FANS puo' ridurre la fertilita' femminile ed e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza cosi' come l'uso di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostagl andine e delle cicloossigenasi. La somministrazione dei FANS dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'. I pazienti che presentano asm a associata a rinite cronica e allergica, sinusite cronica e/o polipos i nasale sono maggiormente esposti al rischio di allergie all'acido ac etilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione. La som ministrazione di questo farmaco puo' provocare attacco di asma o bronc ospasmo, soprattutto nei soggetti allergici all'acido acetilsalicilico o ai FANS. Pertanto in questi soggetti, nonche' in caso di broncopneu mopatia ostruttiva cronica o di nefropatia, il prodotto va impiegato s oltanto sotto controllo medico. Pazienti con ipertensione non controll ata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accerta ta, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione. An aloghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un tr attamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malat tia cardiovascolare. In caso di disturbi della vista, come visione off uscata, e' necessario interrompere il trattamento. Dopo alcuni giorni di trattamento senza risultati apprezzabili consultare il medico. Somm inistrare con cautela nei pazienti con manifestazioni allergiche o all ergia pregressa. Pazienti con malattia gastrointestinale in atto o pre gressa dovrebbero essere attentamente sorvegliati per la comparsa di d isturbi digestivi, specialmente sanguinamento gastrointestinale. Quand o il prodotto e' somministrato in pazienti con porfiria epatica e' ric hiesta attenzione poiche' il farmaco potrebbe scatenare un attacco. Al cune evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketoprofene puo' essere associato a un elevato rischio di grave tossicita' gastrointestinale rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi. I pazienti anziani s ono piu' predisposti alla riduzione della funzionalita' renale, cardio vascolare od epatica. INTERAZIONI: >>Associazioni non raccomandate. Altri FANS, (compresi gli inibitori s elettivi della cicloossigenasi 2) e alte dosi di salicilati: aumento d el rischio di ulcerazione gastrointestinali e sanguinamento. Anticoagu lanti (eparina e warfarin) e inibitori dell'aggregazionepiastrinica (t iclopidina, clopidogrel): aumento del rischio di sanguinamento. Se la cosomministrazione e' inevitabile, i pazienti devono essere sottoposti a stretto monitoraggio. Litio: rischio di aumento dei livelli plasmat ici di litio, che possono raggiungere livelli tossici a causa della di minuzione dell'escrezione renale di litio. Se necessario, i livelli pl asmatici di litio devono essere attentamente monitorati e il dosaggio di litio deve essere aggiustato durante e dopo la terapia con FANS. Me totrexato, a dosi superiori di 15 mg/settimana: aumento del rischio di tossicita' ematica del metotrexato, soprattutto se somministrato ad a lte dosi (>15 mg/settimana), probabilmente correlato allo spostamento dalle proteine leganti il metrotrexato e alla diminuzione della cleara nce renale. Pertanto, i pazienti sottoposti a trattamento con tali far maci debbono consultare il medico prima di assumere il prodotto. >>Ass ociazioni che richiedono precauzione. Diuretici: pazienti che stanno a ssumendo diuretici e tra questi, quelli particolarmente disidratati so no maggiormente a rischio di sviluppare insufficienza renale secondari a alla riduzione del flusso ematico renale causata dall'inibizione del le prostaglandine. Questi pazienti devono essere reidratati prima di i niziare la cosomministrazione ed e' necessario monitorare strettamente la funzionalita' renale dopo l'inizio del trattamento. I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici. ACE-inibitori e antagonisti dell'ang iotensina II: nei pazienti con compromissione della funzionalita' rena le la cosomministrazione di un ACE-inibitore o di un antagonista dell' angiotensina II e agenti in grado di inibire la ciclo-ossigenasi puo' portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che compr ende una possibile insufficienza renale acuta. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anzi ani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere pre so in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'iniz io della terapia concomitante. Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/se ttimana: eseguire un monitoraggio settimanale dell'esame emocitometric o completo durante le prime settimane dell'associazione. Aumentare la frequenza del monitoraggio in presenza di un peggioramento anche lieve della funzionalita' renale, cosi' come negli anziani. Corticosteroidi : aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento . Pentossifillina: aumento del rischio di sanguinamento. Controlli cli nici piu' frequenti e monitoraggio del tempo di sanguinamento. Sono da tener presenti eventuali interazioni con i seguenti farmaci: ipoglice mizzanti orali. >>Associazioni che necessitano di essere prese in cons iderazione. Farmaci Antiipertensivi (Beta-bloccanti, ACE inibitori e a ntagonisti dell'angiotensina II, diuretici): il trattamento con un FAN S puo' ridurre l'effetto dei farmaci antiipertensivi mediante inibizio ne della sintesi delle prostaglandine vasodilatatrici. Trombolitici e Agenti anti-aggreganti: aumento del rischio di sanguinamento. Inibitor i selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale. Probenecid: La concomitante somminist razione di probenicid puo' ridurre marcatamente la clearance plasmatic a del ketoprofene. Difenilidantoina e sulfamidici: poiche' il legame p roteico del ketoprofene e' elevato, puo' essere necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere som ministrati contemporaneamente. EFFETTI INDESIDERATI: Apparato Gastrointestinale: gli eventi avversi piu' comunemente osserv ati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere pepti che, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in pa rticolare negli anziani. La frequenza e l'entita' di tali effetti risu ltano sensibilmente ridotte assumendo il farmaco a stomaco pieno. In c asi eccezionali, le manifestazioni di ipersensibilita' possono assumer e il carattere di reazioni sistemiche severe (edema della laringe, ede ma della glottide, dispnea, palpitazione) sino allo shock anafilattico . In questi casi si rende necessaria un'assistenza medica immediata. C lassificazione delle frequenze attese: molto comune (1/10), comune (da 1/100 a <=1/10), non comune (da 1/1000 a <=1/100), raro (da 1/10000 a <=1/1000), molto raro (<=1/10000), non nota. >>Adulti. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia emorragica; non nota: trombocit openia, agranulocitosi, ipoplasia insufficienza modollare. Disturbi de l sistema immunitario. Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shoc k), ipersensibilita'. Disturbi psichiatrici. Non nota: alterazioni del l'umore. Patologie del sistema nervoso. Non comune: mal di testa, vert igini, sonnolenza; raro: parestesie; non nota: convulsioni, disgeusia. Patologie dell'occhio. Raro: visione offuscata. Patologie dell'orecch io e del labirinto. Raro: tinnito. Patologie cardiache. Non nota: insu fficienza cardiaca. Patologie vascolari. Non nota: ipertensione, vasod ilatazione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: a sma; non nota: broncospasmo (soprattutto nei pazienti con ipersensibil ita' accertata all'acido acetilsalicilico e ad altri FANS), rinite, di spnea, edema della laringe, edema della glottide. Patologie gastrointe stinali. Comune: dispepsia, nausea, dolore addominale, vomito; non com une: stipsi, diarrea, flatulenza, gastrite; raro: stomatite, ulcera pe ptica; non nota: esacerbazione di colite e morbo di Crohn, emorragia e perforazione gastrointestinale, stomatite ulcerativa, melena, emateme si, ulcera e perforazione duodenale. Patologie epatobiliari. Raro: epa tite, aumento delle transaminasi, livelli di bilirubina sierica elevat i dovuti a disturbi epatici. Patologie della cute e del tessuto sottoc utaneo. Non comune: rash, prurito; non nota: reazioni da fotosensibili ta', alopecia, orticaria, angioedema, eruzioni bollose tra cui sindrom e di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, edema, esantema. Patologie renali e urinarie. Non nota: insufficienza renale acuta, nef rite tubulo interstiziale, sindrome nefritica, test della funzione ren ale alterati. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: affaticamento, edema. Esami diagnostici. Raro: peso aumentato. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscon o che l'uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattam enti di lunga durata) puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus). GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativa mente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malfor mazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della si ntesi delle prostaglandine nelle prime fasi di gravidanza. E' stato ri tenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. N egli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prosta glandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e po st-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di in cidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' sta to riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di s intesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Pertan to il ketoprofene non deve essere somministrato durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, se non strettamente necessario. Se il ketoprofene e' usato da una donna in fase di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio deve essere ma ntenuto il piu' basso possibile per la durata di trattamento piu' brev e possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibi tori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossic ita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipe rtensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insuf ficienza renale con oligo- idroamnios; la madre e il neonato, alla fin e della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguiname nto, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto b asse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o pro lungamento del travaglio. Di conseguenza, il ketoprofene e' controindi cato durante il terzo trimestre di gravidanza. Non vi sono informazion i disponibili sull'escrezione di ketoprofene nel latte materno. Il ket oprofene e' controindicato durante l'allattamento. FORMATO: confezione da 10 o 20 compresse.
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MOMENXSIN - FARMACO PER IL TRATTAMENTO DELLA CONGESTIONE NASALE E SINUSITE

Trattamento sintomatico della congestione nasale associata a rinosinusite acuta di sospetta origine virale con cefalea e/o febbre. Momenxsin è indicato negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 15 anni. Posologia: 1 compressa (equivalente a 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato) ogni 6 ore se necessario. In caso di sintomi più intensi, 2 compresse (equivalenti a 400 mg di ibuprofene e 60 mg di pseudoefedrina cloridrato) ogni 6 ore se necessario, fino a una dose giornaliera totale massima di 6 compresse (equivalenti a 1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina cloridrato). Non superare la dose giornaliera totale massima di 6 compresse (equivalenti a 1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina cloridrato). Per uso a breve termine. In caso di peggioramento dei sintomi consultare un medico. La durata massima del trattamento è di 4 giorni per gli adulti e 3 giorni per gli adolescenti di età pari o superiore a 15 anni. Nei casi in cui i sintomi consistono prevalentemente in dolore/febbre o congestione nasale, è preferibile la somministrazione di un prodotto contenente un singolo principio attivo. Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo utilizzando per il più breve tempo possibile la dose minima necessaria per ottenere il controllo dei sintomi. Modo di somministrazione:  Per uso orale. Le compresse devono essere deglutite intere e non masticate, con un bicchiere d'acqua, preferibilmente durante i pasti. Effetti indesiderati: disturbi gastro-intestinali: indigestione, dolori addominali, nausea, vomito, diarrea o stipsi, flatulenza, sanguinamento, ulcera, colite, (in particolare negli anziani); disturbi neurologici: capogiri, crisi convulsive, allucinazioni, disturbi comportamentali, agitazione, insonnia, cefalee, (in particolare nei bambini o negli anziani); disuria e ritenzione urinaria, specialmente nei soggetti con problemi prostatici o all’uretra; attacchi di asma, in particolare nei soggetti allergici; ipertensione, tachicardia, palpitazioni, aritmie; eruzioni cutanee o reazioni alle mucose o altri segni di ipersensibilità; disturbi della vista. N.B. Momenxsin deve essere interrotto al comparire dei suddetti sintomi. La fertilità femminile può essere alterata; tale effetto è reversibile alla sospensione del trattamento. Controindicazioni: Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti affetti da ulcera peptica. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia / ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Soggetti che hanno mostrato in precedenza reazioni di ipersensibilità (quali poliposi nasale, asma, rinite, angioedema o orticaria) conseguenti all’impiego di ibuprofene, acido acetilsalicilico o altri analgesici, antipiretici, altri antinfiammatori non–steroidei (FANS). Grave insufficienza renale o epatica. Insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA) Pazienti con malattie cardio–vascolari serie, tachicardia, ipertensione, angina pectoris, ipertiroidismo, diabete, feocromocitoma, glaucoma, sindrome prostatica. Gravidanza. Allattamento (vedere paragrafo 4.6). Bambini al di sotto dei 12 anni. Pazienti che assumono o hanno assunto nei 14 giorni precedenti inibitori della monoamino–ossidasi (IMAO) (vedere paragrafo 4.5). Interazioni: Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere paragrafo 4.4). Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Il prodotto non deve essere assunto dai pazienti in trattamento con inibitori delle monoaminossidasi e per i 14 giorni successivi alla cessazione di tale trattamento. Il prodotto può potenziare l’effetto di altri agenti simpaticomimetici, come i decongestionanti. L’effetto della pseudoefedrina potrebbe essere ridotto dalla guanetidina, reserpina e dalla metildopa e potrebbe essere influenzato dagli antidepressivi triciclici. A sua volta la pseudoefedrina può ridurre l’effetto della guanetidina e può aumentare la possibilità di aritmie in pazienti digitalizzati, o in pazienti che assumono anticolinergici (inclusi antidepressivi triciclici) o chinidina. Diuretici, ACE inibitori e Antagonisti dell’angiotensina II: I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co–somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo–ossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono MOMENXSIN  in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante. Acido acetilsalicilico: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.4). Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). Altri FANS inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi–2: l’uso concomitante di due o più FANS deve essere evitato in quanto potrebbe aumentare il rischio di eventi avversi (vedere paragrafo 4.4). Glucosidi cardiaci: i FANS possono peggiorare l’insufficienza cardiaca, ridurre il VGF (velocità di filtrazione glomerulare) e livelli plasmatici di glucosidi. Litio. Esistono dimostrazioni della possibilità di un potenziale aumento dei livelli di litio nel sangue. Metotrexato. Esistono dimostrazioni della possibilità di un aumento dei livelli plasmatici di metotrexato. Ciclosporine: aumentano il rischio di nefrotossicità. Mifepristone: i FANS non possono essere somministrati per gli 8–12 giorni successivi allla somministrazione di mifepristone in quanto i FANS possono ridurre l’effetto del mifepristone. Tacrolimus: possibile aumento del rischio di nefrotossicità quando i FANS vengono somministrati con il tacrolimus. Zidovudina: aumentato rischio di tossicità ematologica quando i FANS vengono utilizzati in concomitanza con la Zidovudina. Esistono dimostrazioni di aumentato rischio di emartrosi ed ematoma in pazienti emofilici sieropositivi per l’HIV se trattati contemporaneamente con zidovudina e ibuprofene. Antibiotici chinolonici: dati provenienti dagli studi animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un rischio aumentato di sviluppare convulsioni. Alcaloidi della segale cornuta (ergotamina e metisergide): aumento del rischio di ergotismo. Inibitori dell’appetito (anoressizzanti) e psicostimolanti simil anfetamine: rischio di ipertensione. Ossitocina: rischio di ipertensione. Gravidanza e allattamento: Il prodotto non va impiegato durante la gravidanza e l’allattamento. Gravidanza: L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. È stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post–impianto e di mortalità embrione–fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre Il feto a: – tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); – disfunzione renale che può progredire a insufficienza renale con oligo–idroamnios; La madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: – possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; – inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Esiste la possibilità di una associazione tra l’insorgenza di anomalie fetali e assunzione di pseudoefedrina nel primo trimestre di gravidanza. Allattamento: Nonostante l’ibuprofene sia presente nel latte materno in concentrazioni molto basse, la pseudoefedrina viene secreta nel latte in quantità significative; per questo il prodotto non deve essere impiegato durante l’allattamento. Fertilità: Come per altri FANS, l’uso di MOMENXSIN può alterare la fertilità femminile per effetto sull’ovulazione. Pertanto non è raccomandato in donne che desiderino concepire.
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CORYFIN C - CARAMELLE PER IL TRATTAMENTO SINTOMATICO DELLA TOSSE E RAUCEDINE

Indicazioni: Espettoranti, escluse le associazioni con antitosse. Sintomatico nel trattamento della tosse e della raucedine; il medicina le allevia l'irritazione locale e riduce il catarro, anche nei fumatori.  Principi attivi: Mentolo etilglicolato 6,5 mg; sodio ascorbato 18,0 mg pari a 16 mg di acido ascorbico (Vitamina C).  Eccipienti: Una pastiglia da 2,8 mg + 16,8 mg contiene: mentolo, acido citrico, essenza di limone, saccarosio, glucosio. Posologia: Farmaco da 6,5 mg + 18 mg e 2,8 mg + 16,8 mg: una pastiglia ogni 1-2 o re, fino ad un massimo di 8 pastiglie al giorno. Farmaco da 6,5 mg + 1 12,5 mg: una pastiglia ogni 2-3 ore, fino ad un massimo di 6 pastiglie al giorno. Popolazione pediatrica: nei bambini sopra i 30 mesi dosi d imezzate. Non superare le dosi indicate. La durata del trattamento non deve superare i 3 giorni.  Effetti indesiderati: Nei rari casi di effetti sensibilizzanti o irritanti, sospendere l'uso ed istituire una terapia idonea. Popolazione pediatrica: a causa dell a presenza di mentolo e in caso di non osservanza delle dosi raccomand ate puo' presentarsi un rischio di convulsioni nei bambini e nei neona ti. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinal e.   
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25 %

OKI - INFIAMMAZIONE E DOLORE SPRAY PER COMBATTERE IL MAL DI GOLA

Denominazione: OKI infiammazione e dolore 0,16% spray per mucosa orale  Principi attivi: Ketoprofene.  Eccipienti: Glicerolo 85%, xilitolo, metile para-idrossibenzoato, sodio fosfato mo nobasico, poloxamer 407, aroma menta, acqua depurata.  Indicazioni: Trattamento sintomatico di stati irritativo-infiammatori anche associa ti a dolore del cavo oro-faringeo (ad es. gengiviti, stomatiti, faring iti), anche in conseguenza di terapia dentaria conservativa o estratti va.  Posologia: 1-2 spruzzi fino a 3 volte al giorno, indirizzati direttamente sulla p arte interessata. Ogni spruzzo eroga circa 0,2 ml di soluzione, equiva lenti a 0,32 mg di principio attivo.  Avvertenze: L'uso, specie se prolungato di farmaci topici potrebbe dare luogo a fe nomeni di sensibilizzazione, nel qual caso occorre sospendere la cura e adottare idonee misure terapeutiche. Il medicinale contiene metil pa ra-idrossibenzoato, noto per la possibilita' di causare reazioni aller giche (anche ritardate).  Interazioni: Allo stato attuale non sono note interazioni con altri farmaci: intera zioni che si possono escludere anche considerando la via di somministr azione e il dosaggio di farmaco somministrato.  Effetti indesiderati: Effetti indesiderati locali a seguito della somministrazione topica su lla mucosa orale di soluzione di ketoprofene sale di lisina sono estre mamente rari e consistono in fenomeni irritativi o allergici (edema an gioneurotico) soprattutto in soggetti con ipersensibilita' ai FANS. Tu ttavia non sono emersi effetti indesiderati sistemici considerando la via di somministrazione ed il dosaggio di farmaco somministrato.  Gravidanza ed allattamento: Come per gli altri farmaci antiinfiammatori non steroidei, il prodotto non deve essere utilizzato in caso di gravidanza accertata o presunta e durante l'allattamento al seno.   
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25 %

OKI COLLUTORIO - TRATTAMENTO SINTOMATICO DEL DOLORE DEL CAVO ORO-FARINGEO

Principi attivi: Ketoprofene sale di lisina.  Eccipienti: Glicerina, alcool etilico, metile p-idrossibenzoato, aroma menta, ment olo, saccarina sodica, colorante verde certosa, sodio fosfato monobasi co, acqua depurata.  Indicazioni: Trattamento sintomatico di stati irritativo-infiammatori anche associa ti a dolore del cavo oro-faringeo (ad es. gengiviti, stomatiti, faring iti), anche in conseguenza di terapia dentaria conservativa o estratti va.  Controindicazioni: Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti; ipersensibilita' individuale nei soggetti nei quali l'impiego di a ltri farmaci antiinfiammatori non steroidei abbia determinato reazioni allergiche come asma, orticaria o rinite.  Posologia: Nella confezione e' annesso un misurino dosatore con una tacca corrisp ondente a 10 ml. Per aprire la confezione e' necessario premere con fo rza il tappo e ruotare contemporaneamente in senso antiorario. Due sci acqui o gargarismi al giorno con 10 ml di medicinale diluito in circa 100 ml di acqua. L'eventuale deglutizione involontaria di soluzione im piegata per sciacqui e gargarismi non comporta alcun particolare danno per il paziente in quanto equivale alla dose prevista per via sistemi ca (160 mg di ketoprofene sale di lisina).  Interazioni: Allo stato attuale non sono emerse interazioni negative con altri farmaci.  Effetti indesiderati: Non sono stati segnalati effetti collaterali locali o sistemici dovuti all'impiego della soluzione, contenente ketoprofene sale di lisina.  Gravidanza ed allattamento: Come per gli altri farmaci antiinfiammatori non steroidei, il farmaco non deve essere utilizzato in caso di gravidanza accertata o presunta e durante l'allattamento al seno.   
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ASPIRINA C- COMPRESSE EFFERVESCENTI BAYER CON VITAMINA C PER CONTRASTARE I SINTOMI INFLUENZALI COMPRESSE EFFERVESCENTI

Categoria: Analgesici (non oppioidi) e antipiretici. Acido acetilsalicilico e derivati.  Principi attivi: Compresse e ffervescenti con vitamina C da 400 mg: acido acetilsalicilico 400 mg a cido ascorbico (Vitamina C) 240 mg.  Eccipienti: compresse effervescenti con vitamina C: citrato monosodico sodio bicarbonato sodio carbonato acido citrico anidro.  Indicazioni: Terapia sintomatica degli stati febbrili e delle sindromi influenzali e da raffreddamento. Trattamento sintomatico di mal di testa e di dent i, nevralgie, dolori mestruali, dolori reumatici e muscolari.  Controindicazioni: Ipersensibilita' ai principi attivi (acido acetilsalicilico e acido as corbico), ad altri analgesici (antidolorifici)/antipiretici (antifebbr ili)/farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o ad uno qualsiasi d egli eccipienti; ulcera gastroduodenale; diatesi emorragica; insuffici enza renale, cardiaca o epatica gravi; deficit della glucosio-6-fosfat o deidrogenasi (G6PD/favismo); trattamento concomitante con metotrexat o (a dosi di 15 mg/settimana o piu') o con warfarin; anamnesi di asma indotta dalla somministrazione di salicilati o sostanze ad attivita' s imile, in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei; ultimo tr imestre di gravidanza e allattamento; bambini e ragazzi di eta' inferi ore a 16 anni.  Posologia: Adulti. Compresse effervescenti: 1-2 compresse come dose singola, ripetendo , se necessario, la dose ad intervalli di 4-8 ore fino a 3-4 volte al giorno. Aspirina C deve essere sempre sciolta prima dell'uso (1 compressa in mezzo bicchiere d'acqua). L'uso del prodotto e' riservato ai soli pazienti adulti. Utilizzare sempre il dosaggio minimo efficace ed aumentarlo solo se non e' sufficiente ad alleviare i sintomi (dolore e febbre). Non superare le dosi consigliate: in particolare i pazienti a nziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. Usare il medicinale per il periodo più breve possibile. Non assumere il prodotto per piu' di 3 - 5 giorni senza il parere del medico. Consultare il medico nel caso in cui i sintomi persistano. Assumere il medicinale preferibilmente dopo i pasti principali o, comunque, a stomaco pieno. Popolazione pediatrica: le compresse effervescenti con vitamina C non sono indicate per l'uso nella popolazione pediatrica.  Avvertenze: Reazioni di ipersensibilità: l'acido acetilsalicilico e gli altri FANS possono causare reazioni di ipersensibilità (compresi attacchi d'asma, rinite, angioedema od orticaria). Nei casi seguenti la somministrazione del farmaco richiede la prescrizione del medico dopo accurata valutazione del rapporto rischio/ beneficio: soggetti a maggior rischio di reazioni di ipersensibilita'; soggetti a maggiore rischio di lesioni gastrointestinali L'acido acetilsalicilico e gli altri FANS possono causare gravi effetti indesiderati a livello gastrointestinale (sanguinamento, ulcera, perforazione). Per tale motivo questi farmaci non devono essere usati dai soggetti affetti da ulcera gastrointestinale o sanguinamenti gastrointestinali. E' prudente che ne evitino l'uso anche coloro che in passato hanno sofferto di ulcera gastrointestinale o sanguinamenti gastrointestinali. Il rischio di lesioni gastrointestinali è un effetto dose correlato, in quanto la gastrolesività è maggiore in soggetti che fanno un uso di dosi più elevate di acido acetilsalicilico. Anche i soggetti con abitudine all'assunzione di forti quantità di alcool sono maggiormente e sposti al rischio di lesioni gastrointestinali (sanguinamenti in particolare). Soggetti con difetti della coagulazione o in trattamento con anticoagulanti: nei soggetti affetti da difetti della coagulazione o in trattamento con anticoagulanti l'acido acetilsalicilico e gli altri FANS possono causare una grave riduzione delle capacita' emostatiche e sponendo a rischio di emorragia. Soggetti con compromissione della funzione renale o cardiaca o epatica: l'acido acetilsalicilico e gli altr i FANS possono essere causa di una riduzione critica della funzione renale e di ritenzione idrica; il rischio è maggiore nei soggetti in trattamento con diuretici. Età geriatrica (specialmente al di sopra dei 75 anni): il rischio di effetti indesiderati gravi è maggiore nei soggetti in età geriatrica. Non utilizzare nella popolazione pediatrica. I prodotti contenenti acido acetilsalicilico non devono essere utilizzati nei bambini e negli adolescenti di eta' inferiore ai 16 anni con infezioni virali, a prescindere dalla presenza o meno di febbre. In certe affezioni virali, specialmente influenza A, influenza B e varicella, esiste il r ischio di Sindrome di Reye, una malattia molto rara, ma pericolosa per la vita, che richiede un immediato intervento medico. Il rischio puo' essere aumentato in caso di assunzione contemporanea di acido acetilsalicilico, sebbene non sia stata dimostrata una relazione causale. Il vomito persistente in pazienti affetti da queste malattie può essere un segno di Sindrome di Reye. Soggetti con iperuricemia/gotta: l'acido acetilsalicilico può interferire con l'eliminazione dell'acido urico: alte dosi hanno un effetto uricosurico mentre dosi (molto) basse possono ridurne l'escrezione. Occorre inoltre considerare che l'acido ace tilsalicilico e gli altri FANS possono mascherare i sintomi della gott a ritardandone la diagnosi. E' anche possibile un effetto antagonista con i farmaci uricosurici. Soggetti con predisposizione alla nefroliti asi calcio-ossalica (calcolosi renale) o con nefrolitiasi ricorrente. Compresse effervescenti con vitamina C: la vitamina C (acido ascorbico) deve essere usata con cautela da soggetti con predisposizione alla n efrolitiasi calcio-ossalica (calcolosi renale) o con nefrolitiasi ricorrente. Compresse effervescenti con Vitamina C contiene 933 mg di sodio per compressa: puo' non essere adatto per i soggetti che devono seguire una dieta a basso contenuto di sodio. In caso di dubbio consultare il proprio medico o farmacista. Una imperfetta e protratta conservazione del farmaco può causare variazioni nella colorazione della compressa che di per sè non pregiudicano nè l'attività nè la tollerabilità del principio attivo. L'assunzione del prodotto deve avvenire a stomaco pieno.  Gravidanza e allattamento: L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' influire negativamente sul la gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Conseguentemente, l'acido acetilsalicilico e' controindicato durante la gravidanza. Allattamento: il farmaco e ' controindicato durante l'allattamento. 
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TACHIPIRINAFLU ADULTI: COMPRESSE EFFERVESCENTI A BASE DI PARACETAMOLO 500 MG E VITAMINA C 200 MG PER COMBATTERE INFLUENZA E RAFFREDDORE

DENOMINAZIONE: TACHIPIRINAFLU ADULTI 500 MG/200 MG COMPRESSE EFFERVESCENTI  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Analgesici ed antipiretici, anilidi in associazione con vitamina C (ac ido ascorbico).  PRINCIPI ATTIVI: Ogni compressa effervescente contiene: paracetamolo 500 mg e vitamina C 200 mg.  ECCIPIENTI: Acido citrico anidro, sodio bicarbonato, sodio carbonato anidro, acesu lfame K, sorbitolo, aroma arancia, emulsione di simeticone, sodio docu sato, giallo tramonto (E110).  INDICAZIONI: Terapia sintomatica dell'influenza e degli stati febbrili di ogni tipo (febbre derivante da malattie da raffreddamento, esantematiche o infe ttive). Come analgesico per i dolori reumatici articolari e muscolari, nelle nevralgie, nel mal di testa e nei dolori mestruali.  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' al paracetamolo o alla vitamina C, o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Bambini e adolescenti (eta' inferiore ai 18 anni).  POSOLOGIA: Non e' indicato nei bambini e negli adolescenti di eta' inferiore a 18 anni. Adulti: 1 compressa effervescente alla volta, da ripetere se ne cessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno. N el caso di forti dolori o febbre alta, prendere 2 compresse effervesce nti da ripetere se necessario dopo non meno di 4 ore. Non somministrar e per oltre 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. La compre ssa effervescente deve essere sciolta in un bicchiere d'acqua.  CONSERVAZIONE: Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conser vazione.  AVVERTENZE: Nei rari casi di reazioni allergiche, la somministrazione deve essere sospesa e deve essere istituito un idoneo trattamento. Usare con caute la in caso di alcolismo cronico, eccessiva assunzione di alcool (3 o p iu' bevande alcoliche al giorno), anoressia, bulimia o cachessia, maln utrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico), disidratazion e, ipovolemia. Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compre sa la sindrome di Gilbert), insufficienza epatica grave (Child-Pugh >9 ), epatite acuta, in trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalita' epatica, carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anemia emolitica. Dosi elevate o prolungate del medicinale possono pr ovocare alterazioni ematiche ed a carico del rene anche gravi. La somm inistrazione nei soggetti con insufficienza renale deve essere effettu ata solo se effettivamente necessaria e sotto il diretto controllo med ico. In caso di uso protratto e' consigliabile monitorare la funzione epatica e renale e la crasi ematica. Durante il trattamento con parace tamolo, prima di assumere qualsiasi altro farmaco, controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiche' se il paracetamolo e' as sunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. In vitare il paziente a consultare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco. Il medicinale contiene 12,2 mmoli (280,5 mg) di sodio per compressa, da tenere in considerazione in persone con ridotta funz ionalita' renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio; s orbitolo, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranz a al fruttosio, non devono assumere questo medicinale; giallo tramonto (E110), puo' causare reazioni allergiche.  INTERAZIONI: L'assorbimento per via orale del paracetamolo dipende dalla velocita' dello svuotamento gastrico. Pertanto, la somministrazione concomitante di farmaci che rallentano (ad es. anticolinergici, oppioidi) o aument ano (ad es. procinetici) la velocita' dello svuotamento gastrico puo' determinare rispettivamente una diminuzione o un aumento della biodisp onibilita' del medicinale. La somministrazione concomitante di colesti ramina riduce l'assorbimento del paracetamolo. L'assunzione contempora nea di paracetamolo e cloramfenicolo puo' indurre un aumento dell'emiv ita del cloramfenicolo, con il rischio di elevarne la tossicita'. L'us o concomitante di paracetamolo (4 g al giorno per almeno 4 giorni) con anticoagulanti orali puo' indurre leggere variazioni nei valori di IN R. In questi casi deve essere condotto un monitoraggio piu' frequente dei valori di INR sia durante l'uso concomitante che dopo la sua inter ruzione. Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante i l trattamento cronico con farmaci che possono determinare l'induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che p ossono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiep ilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Lo stesso v ale nei casi di etilismo e nei pazienti trattati con zidovudina. La so mministrazione di paracetamolo puo' interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell'acido fosfotungstico) e con qu ella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasi-peross idasi).  EFFETTI INDESIDERATI: Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, leucopenia, a nemia, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario: reazioni di i persensibilita' (orticaria, edema della laringe, angioedema, shock ana filattico). Patologie del sistema nervoso: vertigini. Patologie gastro intestinali: reazione gastrointestinale. Patologie epatobiliari: funzi onalita' epatica anormale, epatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eritema multiforme, Sindrome di Stevens Johnson, Necrol isi epidermica, eruzione cutanea. Patologie renali ed urinarie: insuff icienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria. Segnala re qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: Nonostante studi clinici in pazienti gravide o in allattamento non abb iano evidenziato particolari controindicazioni all'uso del paracetamol o ne' provocato effetti indesiderati a carico della madre o del bambin o, si consiglia di somministrare il medicinale solo in casi di effetti va necessita' e sotto il diretto controllo del medico.   
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35 %

FLURACTIVE SPRAY ORALE A BASE DI FLURBIPROFENE CONTRO IL MAL DI GOLA

DENOMINAZIONE: FLURACTIVE 0,25%  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Farmaci antinfiammatori non steroidei per uso orofaringeo nelle affezi oni del cavo orale.  PRINCIPI ATTIVI: Flurbiprofene.  ECCIPIENTI: Glicerolo (98%), etanolo, sorbitolo liquido non cristallizzabile, olio di ricino idrogenato-40 poliossietilenato, saccarina sodica, metile p araidrossibenzoato, propile paraidrossibenzoato, aroma menta, blu pate nt V (E131), acido citrico anidro, sodio idrossido, acqua depurata.  INDICAZIONI: Trattamento sintomatico di stati irritativo-infiammatori anche associa ti a dolore del cavo orofaringeo (ad es. gengiviti, stomatiti, faringi ti), anche in conseguenza di terapia dentaria conservativa o estrattiv a.  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Pazienti con nota ipersensibilita' (asma, orticaria o di tipo alle rgico) verso il flurbiprofene o a uno qualsiasi degli eccipienti, e ve rso aspirina o altri FANS. Flurbiprofene e' inoltre controindicato in pazienti con storia di emorragia gastrointestinale o perforazione corr elata a precedenti trattamenti con FANS. Pazienti con colite ulcerosa attiva o anamnestica, morbo di Crohn, ulcera peptica ricorrente o emor ragia gastrointestinale (definita come due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Pazienti con severa insuffici enza cardiaca. Terzo trimestre di gravidanza.  POSOLOGIA: Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della pi u' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamen to che occorre per controllare i sintomi. Collutorio: due o tre riscia cqui o gargarismi al giorno con 10 ml di collutorio. Puo' essere dilui to in acqua. Spray per mucosa orale: 2 spruzzi 3 volte al giorno indir izzati direttamente sulla parte interessata.  CONSERVAZIONE: Nessuna speciale precauzione per la conservazione.  AVVERTENZE: Alle dosi consigliate, l'eventuale deglutizione del prodotto non compo rta alcun danno per il paziente in quanto tali dosi sono ampiamente in feriori a quelle della posologia singola del prodotto per via sistemic a. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il flurbipro fene non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessa ri. La somministrazione di flurbiprofene non e' raccomandata nelle mad ri che allattano. L'uso del medicinale, specie se prolungato, puo' dar e origine a fenomeni di sensibilizzazione o di irritazione locale. Non usare per trattamenti protratti. Il collutorio e lo spray per mucosa orale contengono para-idrossibenzoati che possono causare reazioni all ergiche (anche ritardate). Il colorante blu patent V (E131) puo' causa re reazioni allergiche. L'olio di ricino idrogenato-40 poliossietilena to puo' causare reazioni cutanee localizzate. Sia il collutorio sia lo spray contengono una piccola quantita' di alcool etilico, inferiore a 100 mg per dose.  INTERAZIONI: Alle dosi consigliate non sono state segnalate interazioni con altri m edicinali o di altro genere.  EFFETTI INDESIDERATI: Disturbi del sangue e del sistema linfatico: trombocitopenia, anemia a plastica e agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario: anafilass i, angioedema, reazione allergica. Disturbi psichiatrici: depressione. Disturbi del sistema nervoso: capogiri, accidenti cerebrovascolari, d isturbi visivi, neurite ottica, emicrania, parestesia, depressione, co nfusione, allucinazione, vertigine, malessere, affaticamento e sonnole nza. Disturbi acustici e del labirinto: tinnito. Disturbi cardiovascol ari: edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici e dat i epidemiologici suggeriscono che l'assunzione di alcuni FANS (sopratt utto se a dosaggi elevati e in caso di trattamento a lungo termine) pu o' essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici art eriosi (es. infarto del miocardio oppure ictus). Disturbi respiratori, toracici e mediastinali: reattivita' del tratto respiratorio (asma, b roncospasmo e dispnea). Disturbi gastrointestinali: gli eventi avversi piu' comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Dopo som ministrazione di flurbiprofene sono stati riportati: nausea, vomito, d iarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena , ematemesi, stomatite ulcerativa, emorragia gastrointestinale ed esac erbazione di colite e morbo di Crohn. Meno frequentemente sono state o sservate gastrite, ulcera peptica, perforazione e emorragia da ulcera. Con le supposte si puo' verificare irritazione al livello locale. Mol to raramente sono stati riportati casi di Pancreatite. Disturbi cutane i e ai tessuti sottocutanei: disturbi cutanei inclusi rash, prurito, o rticaria, porpora, angioedema e molto raramente dermatosi bollose (inc ludenti Sindrome di Stevens-Johnson, Necrolisi Tossica Epidermica ed E ritema multiforme). Durante studi clinici effettuati con cerotti a bas e di flurbiprofene, le reazioni avverse piu' comunemente riportate son o state reazioni cutanee locali (inclusi arrossamento, rash, prurito, eruzioni, insensibilita' e formicolio); tuttavia l'incidenza e' stata bassa (4.6%). Disturbi renali e all'apparato urinario Nefrotossicita' in varie forme, inclusi nefrite interstiziale e sindrome nefrosica. Co me con gli altri FANS, sono stati riportati rari casi di insufficienza renale.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' influire negativamen te sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Risultati di stu di epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di mal formazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il ri schio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fi no a circa l'1,5%. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dos e e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di ini bitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aum ento della perdita pre e post-impianto e della mortalita' embrio-fetal e. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa qu ella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il pe riodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravi danza, flurbiprofene non deve essere somministrato se non in casi stre ttamente necessari. Se flurbiprofene e' usato da una donna in attesa d i concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, l a dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le piu' bas se possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inib itori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossi cita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ip ertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insu fficienza renale con oligo-idroamnios. Inoltre, puo' portare la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento d el tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che puo' manifest arsi anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine ri sultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente fl urbiprofene e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza . Flurbiprofene e' escreto nel latte materno; tuttavia la quantita' es creta e' solo una piccola frazione della dose materna. La somministraz ione non e' raccomandata nelle madri che allattano.   
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25 %

KETODOL COMPRESSE A BASE DI KETOPROFENE UTILE COME ANTIDOLORIFICO PER MAL DI TESTA, DOLORI MESTRUALI, SOLORI ARTICOLARI

DENOMINAZIONE: KETODOL 25 MG + 200 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.  PRINCIPI ATTIVI: Nucleo: ketoprofene 25 mg. Rivestimento: sucralfato 200 mg.  ECCIPIENTI: Nucleo: lattosio, carbossimetilamido, povidone, magnesio stearato. Riv estimento: amido di mais, carbossimetilamido, povidone, talco, magnesi o stearato, rosso cocciniglia (E120).  INDICAZIONI: Dolori di varia origine e natura (mal di testa, mal di denti, nevralgi e, dolori osteo-articolari e muscolari, dolori mestruali).  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipient i; controindicato in pazienti con una storia di reazioni di ipersensib ilita' come broncospasmo, attacchi asmatici, riniti, orticaria o nei q uali sostanze con analogo meccanismo d'azione (per esempio acido aceti lsalicilico o altri FANS) provocano altre reazioni di tipo allergico; gravi reazioni anafilattiche, raramente fatali, sono state riportate i n questi pazienti; controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, d urante l'allattamento e in eta' pediatrica. Il medicinale controindica to nei seguenti casi: grave insufficienza cardiaca; ulcera peptica att iva o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazio ne o perforazione; storia di sanguinamento o perforazione gastrointest inale conseguenti a precedente terapia con FANS; diatesi emorragica; g rave insufficienza epatica; grave insufficienza renale; in corso di te rapia diuretica intensiva; dispepsia cronica; gastrite; porfiria, leuc openia e piastrinopenia; cirrosi epatica; non somministrare durante tr attamenti antibiotici con tetracicline per evitare formazione di sali complessi con inattivazione dell'antibiotico stesso a contatto col suc ralfato.  POSOLOGIA: Adulti e ragazzi oltre i 15 anni: 1 compressa in dose singola o ripetu ta 2 - 3 volte al giorno, nelle forme dolorose di maggiore intensita', preferibilmente a stomaco pieno (con un bicchiere di acqua). Non supe rare le dosi consigliate: in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati.  CONSERVAZIONE: Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conser vazione.  AVVERTENZE: Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della pi u' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamen to che occorre per controllare i sintomi. Evitare l'uso concomitante d i ketoprofene con altri FANS. Sono state riportate emorragia gastroint estinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Alcun e evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketoprofene puo' essere as sociato a un elevato rischio di grave tossicita' gastrointestinale, ri spetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi. Negli anziani e in paz ienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o p erforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono cominciare il trattamento alla piu' bassa dose possibile. Consi derare l'uso concomitante di agenti protettori per questi pazienti e a nche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Prestare cautela ai pazienti che assumono in concomitanza farmaci che possono aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali. I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni av verse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali , che possono essere fatali. Quando si verifica emorragia o ulcerazion e gastrointestinale in pazienti che assumono ketoprofene sospendere il trattamento. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'u so di alcuni FANS puo' essere associato ad un aumento del rischio di e venti trombotici arteriosi. Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per ketoprofene. Gravi reazioni cutanee alcune dell e quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto rar amente in associazione con l'uso dei FANS. Nelle prime fasi della tera pia i pazienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Interrompere il farmaco alla prima comparsa di rash c utaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilit a'. Per l'interazione del farmaco con il metabolismo dell'acido arachi donico, in asmatici e soggetti predisposti possono insorgere crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici. Sommi nistrare i FANS con cautela nei pazienti con una storia di malattia ga strointestinale perche' tali condizioni potrebbero essere esacerbate. All'inizio del trattamento, la funzione renale deve essere attentament e monitorata in pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi , in pazienti che ricevono una terapia diuretica, in pazienti con comp romissione renale cronica, in particolare se i pazienti sono anziani. In questi pazienti la somministrazione di ketoprofene puo' provocare u na diminuzione del flusso sanguigno renale causata dall'inibizione del le prostaglandine e portare ad uno scompenso renale. Un adeguato monit oraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamn esi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia d a lieve a moderata poiche' in associazione al trattamento con i FANS s ono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema. In presenza di u na infezione, bisogna tenere in considerazione che le proprieta' antii nfiammatorie, analgesiche e antipiretiche di ketoprofene possono masch erare i sintomi del progredire dell'infezione come per esempio la febb re. In pazienti con valori della funzione epatica anormali o con stori a di malattia epatica, i livelli delle transaminasi devono essere valu tati periodicamente, specialmente durante la terapia a lungo termine. Rari casi di ittero e epatite sono stati riportati con l'uso di ketopr ofene. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza card iaca congestizia, cardiomiopatia ischemica accertata, malattia arterio sa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione. Effettuare analoghe co nsiderazioni prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazie nti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare. Il prodotto, interferisce con la sintesi delle prostaglandine e di loro importanti intermedi che sono partecipi di funzioni fisiologiche. Il farmaco, per tanto, richiede particolari precauzioni, o se ne impone l'esclusione d all'uso, allorche' nel paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, insufficienza cardi aca, insufficienza epatica da lieve a moderata, eta' avanzata. Per evi tare eventuali fenomeni di ipersensibilita' o di fotosensibilizzazione e' consigliabile non esporsi al sole durante l'uso. L'uso di ketoprof ene, e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza . Sospendere la somministrazione nelle donne che hanno problemi di fer tilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'. Pazienti co n asma associata a rinite cronica, sinusite cronica e/o polipi nasali hanno un piu' alto rischio di allergie all'aspirina e/o ai FANS del re sto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale puo' p rovocare attacchi di asma o broncospasmo, soprattutto in soggetti alle rgici all'aspirina e/o ai FANS. Sospendere il trattamento se compaiono disturbi visivi come visione annebbiata. Il medicinale non e' controi ndicato per i soggetti affetti da malattia celiaca. Per la presenza di sucralfato puo' essere alterata la biodisponibilita' di altri farmaci , pertanto andra' interposto un intervallo di almeno due ore tra l'ass unzione del prodotto e quella di altro farmaco. Sono stati riportati c asi di formazione di bezoar associati con la somministrazione di sucra lfato. La maggioranza di questi era rappresentata da pazienti in terap ia intensiva. Esercitare cautela nel trattamento di pazienti in terapi a intensiva specialmente se ricevono nutrizione enterale, o in pazient i che presentano fattori predisponenti come ritardato svuotamento gast rico. Dopo tre giorni di trattamento senza risultati apprezzabili, con sultare il medico. Il farmaco contiene lattosio.  INTERAZIONI: >>Associazioni da evitare. Litio: rischio di aumento dei livelli plasm atici di litio che possono raggiungere valori tossici a causa della di minuzione dell'escrezione renale del litio. Nel caso in cui fosse nece ssario, i livelli plasmatici di litio devono essere attentamente monit orati e il dosaggio del litio deve essere aggiustato durante e dopo la terapia con FANS. Altri FANS (inclusi gli inibitori selettivi della c iclossigenasi-2) e salicilati ad alte dosi: e' opportuno non associare il farmaco con acido acetilsalicilico o con altri farmaci antiinfiamm atori non steroidei (inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossige nasi-2): puo' determinare aumento del rischio di ulcerazione gastroint estinale e sanguinamento. Metotrexato a dosi superiori a 15mg/settiman a: aumento del rischio di tossicita' ematica del metotrexato, soprattu tto se somministrato ad alte dosi (>15 mg/settimana), probabilmente co rrelato allo spostamento dalle proteine leganti il metotrexato e alla diminuzione della sua clearance renale. Anticoagulanti (eparina e warf arin): i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti com e il warfarin; aumento del rischio di sanguinamento. Se la somministra zione concomitante non puo' essere evitata, i pazienti devono essere a ttentamente monitorati. Agenti antiaggreganti (per es. ticlopidina, cl opidogrel): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale. Divers e sostanze sono coinvolte in interazioni a causa dei loro effetti anti aggreganti: tirofiban, eptifibatide, abcixiab e iloprost. L'utilizzo d i diversi farmaci antiaggreganti potenzia il rischio di sanguinamento. >>Associazioni che richiedono cautela. Corticosteroidi: aumento del r ischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento. Pentossifilli na: aumento del rischio di sanguinamento. Controlli clinici piu' frequ enti e monitoraggio del tempo di sanguinamento. Diuretici: pazienti in terapia con diuretici, in particolare quelli disidratati, presentano un piu' alto rischio di sviluppare insufficienza renale conseguente al la diminuzione del flusso ematico renale causata dall'inibizione delle prostaglandine. Questi pazienti devono essere adeguatamente idratati prima dell'inizio della terapia concomitante e deve essere preso in co nsiderazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio del t rattamento. I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici. ACE- inibi tori e antagonisti dell'angiotensina II: In pazienti con funzione rena le compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) l a co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'ang iotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo- ossige nasi puo' portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta. Quindi, la co mbinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei paz ienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale d opo l'inizio della terapia concomitante. Metotrexato a dosi inferiori a 15mg/settimana: eseguire un monitoraggio settimanale dell'esame emoc itometrico durante le prime settimane dell'associazione. Aumentare la frequenza del monitoraggio in presenza di un peggioramento anche lieve della funzionalita' renale, cosi' come negli anziani. Sulfoniluree: s ono, inoltre, da tenere presenti eventuali interazioni con ipoglicemiz zanti orali. >>Associazioni che necessitano di essere prese in conside razione. Difenilidantoina e sulfamidici: poiche' il legame proteico de l ketoprofene e' elevato, puo' essere necessario ridurre il dosaggio d i difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere somministrati contemporaneamente. Antipertensivi (beta-bloccanti, inibitori dell'en zima di conversione dell'angiotensina, diuretici): i FANS possono ridu rre l'effetto dei farmaci antiipertensivi. Rischio di riduzione della potenza antiipertensiva (i FANS inibiscono le prostaglandine vasodilat atrici). Trombolitici: aumento del rischio di sanguinamento. Inbitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio d i emorragia gastrointestinale Probenecid: la somministrazione concomit ante di probenecid puo' notevolmente ridurre la clearance plasmatica d el ketoprofene. Ciclosporina, tacrolimus: rischio di effetti nefrotoss ici aggiuntivi, in modo particolare negli anziani.  EFFETTI INDESIDERATI: Gli eventi avversi piu' comunemente osservati sono di natura gastroint estinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragi a gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani. Dop o somministrazione del farmaco sono stati riportati: nausea, vomito, d iarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, pirosi, gastralgia, dolor e addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione d i colite e morbo di Crohn. Meno frequentemente sono state osservate ga striti. La frequenza e l'entita' di tali effetti risultano sensibilmen te ridotte assumendo il farmaco a stomaco pieno (durante i pasti o ins ieme al latte). Seppur estremamente rari, sono possibili severe reazio ni sistemiche di ipersensibilita', come edema della laringe, edema del la glottide, dispnea, palpitazione, sino allo shock anafilattico. In t ali casi e' necessaria l'immediata assistenza medica. Le reazioni avve rse che sono state osservate in seguito alla somministrazione di ketop rofene negli adulti sono elencate in base alla classificazione per sis temi e organi e in base alla frequenza: molto comune (>=1/10); comune (da >=1/100 a <1/10); non comune (da >=1/1000 a <1/100); raro (da >=1/ 10000 a <1/1000); molto raro (<1/10000); frequenza non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia emorragica; non nota: agra nulocitosi, trombocitopenia, insufficienza midollare. Disturbi del sis tema immunitario. Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock ana filattico). Disturbi psichiatrici. Non nota: alterazioni dell'umore, i nsonnia. Patologie del sistema nervoso. Non comune: cefalea, capogiri, sonnolenza; raro: parestesia, discinesia; non nota: convulsioni, disg eusia. Patologie dell'occhio. Raro: visione offuscata. Patologie dell' orecchio e del labirinto. Raro: tinnito, vertigini. Patologie cardiach e. Non nota: insufficienza cardiaca. Patologie vascolari. Non nota: ip ertensione, vasodilatazione. Patologie respiratorie, toraciche e media stiniche. Raro: asma; non nota: broncospasmo (in particolare in pazien ti con ipersensibilita' nota all'acido acetilsalicilico e ai FANS), ri nite. Patologie gastrointestinali. Comune: dispepsia, nausea, dolori a ddominali, gastralgia, vomito; non comune: costipazione, diarrea, flat ulenza, gastrite; raro: stomatite, ulcera peptica; non nota: esacerbaz ione di colite e morbo di Crohn, emorragia gastrointestinale e perfora zione, melena, ematemesi. Patologie epatobiliari. Raro: epatite, aumen to delle transaminasi, bilirubina elevata a causa di disturbi epatici. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: rash, pr urito; raro: esantema; non nota: reazioni di fotosensibilita', alopeci a, orticaria, angioedema, eruzioni bollose inclusa sindrome di StevenJohnson e necrolisi epidermica tossica, dermatiti, eczemi da contatto. Patologie renali e urinarie. Non nota: insufficienza renale acuta, ne frite interstiziale, sindrome nefrotossica, test di funzionalita' rena le anormali, disuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: edema, affaticamento; raro: aste nia. Esami diagnostici. Raro: aumento di peso. Studi clinici e dati ep idemiologici suggeriscono che l'uso dei FANS (specialmente ad alti dos aggi e per trattamenti di lunga durata) puo' essere associato ad un mo desto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infart o del miocardio e ictus). Sono stati riportati casi molto rari di form azione di bezoar associati con la somministrazione di sucralfato.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativa mente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malfor mazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della si ntesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si e' ri tenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. N egli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prosta glandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e po st-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di in cidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' sta to riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di s intesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Pertan to ketoprofene non deve essere somministrato durante il primo e second o trimestre di gravidanza se non strettamente necessario. Se ketoprofe ne e' usato in donne che desiderano una gravidanza o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio deve essere mantenuto i l piu' basso possibile per la durata di trattamento piu' breve possibi le. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori dell a sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' card iopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gr avidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed ef fetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inib izione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Il farmaco e' pertanto controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Non sono disponibili dati sull'escrezione di ketoprofene nel latte materno. Il medicinale e' controindicato durant e l'allattamento.   
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TANTUM VERDE PASTIGLIE PER IL TRATTAMENTO DEL DOLORE E DELLE IRRITAZIONI DI BOCCA E GOLA

DENOMINAZIONE: TANTUM VERDE P 3 MG PASTIGLIE GUSTO LIMONE  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Sostanze per il trattamento orale locale.  PRINCIPI ATTIVI: Ogni pastiglia contiene benzidamina cloridrato 3 mg (pari a 2,68 mg di benzidamina).  ECCIPIENTI: Isomalto (E 953), aspartame (E 951), acido citrico monoidrato, aroma l imone, aroma menta, giallo chinolina (E 104), indigotina (E 132).  INDICAZIONI: Adulti e nei bambini al di sopra dei 6 anni. Trattamento sintomatico l ocale del dolore e delle irritazioni della bocca e della gola.  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' accertata alla benzidamina o ad uno qualsiasi degli e ccipienti.  POSOLOGIA: Adulti e bambini al di sopra dei 6 anni: una pastiglia 3 volte al gior no. Non superare i 7 giorni di trattamento. Bambini 6-11 anni: il prod otto deve essere assunto sotto la supervisione di una persona adulta. Bambini sotto i 6 anni: per il tipo di forma farmaceutica la somminist razione dovrebbe essere limitata a bambini al di sopra dei 6 anni. Uso orofaringeo. Sciogliere lentamente una pastiglia in bocca. Non ingoia re. Non masticare.  CONSERVAZIONE: Conservare a temperatura non superiore ai 25 gradi C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'.  AVVERTENZE: L'uso della benzidamina e' sconsigliato in pazienti con ipersensibilit a' all'acido acetilsalicilico o ad altri FANS. Somministrare con caute la in soggetti che soffrono o hanno sofferto in passato di episodi di asma bronchiale, in quanto in questo tipo di pazienti potrebbero inter venire fenomeni di broncospasmo. In un numero limitato di pazienti le ulcerazioni oro-faringee possono essere segno di patologie piu' gravi. Pertanto, nel caso in cui i sintomi dovessero peggiorare o non miglio rare entro tre giorni, o dovessero intervenire febbre o altri sintomi, il paziente deve rivolgersi al proprio medico o dentista a seconda de lle necessita'. Il prodotto contiene aspartame, una fonte di fenilalan ina, pertanto puo' essere dannoso a chi e' affetto da fenilchetonuria. Il prodotto contiene isomalto, i pazienti affetti da rari problemi er editari d'intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicin ale.  INTERAZIONI: Non sono stati condotti studi di interazione.  EFFETTI INDESIDERATI: Frequenze reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1000, < 1/100); raro >= 1/10.000, < 1/1000); m olto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie gastrointestinali. Rari: bruciore e secchezza della bocca; non nota: ipoestesia orale. Disturbi del sistema immunitario. Rari: reazioni di ipersensibilita'; non nota : reazioni anafilattiche. Patologie respiratorie, toraciche, mediastin iche. Molto rari: laringospasmo. Patologie della cute e del tessuto so ttocutaneo. Non comuni: fotosensibilita'; molto rari: angioedema.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso della benzidamina in donne in gravidanza o che allattino. Non e' stata studiata l'escrezione del prodotto nel latte materno. Gli studi su animali sono insufficienti p er evidenziare gli effetti sulla gravidanza o sui bambini allattati al seno. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Il medi cinale non deve essere usato ne' durante la gravidanza ne' durante l'a llattamento.   
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VOLTAREN EMULGEL 2%: TRATTAMENTO LOCALE DI STATI DOLOROSI E INFIAMMATORIA DI NATURA REUMATICA O TRAUMATICA

DENOMINAZIONE: VOLTAREN EMULGEL 2% GEL  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Farmaci per uso topico per dolori articolari e muscolari.  PRINCIPI ATTIVI: Diclofenac sodico.  ECCIPIENTI: Dietilamina, carbomeri, macrogol cetostearile etere, cocoile capriloca prato, alcool isopropilico, paraffina liquida, profumo Cream 45 (conti ene benzile benzoato), glicole propilenico, acqua depurata.  INDICAZIONI: Trattamento locale di stati dolorosi e flogistici di natura reumatica o traumatica delle articolazioni (ad esempio osteoartrosi e artriti), dei muscoli (ad esempio contratture o lesioni), dei tendini e dei lega menti (ad esempio tendiniti).  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti elencati; pazienti nei quali si sono verificati attacchi d'asma, or ticaria o riniti acute dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); terzo trimestre di gravidanza. Bambini e adolescenti: l'uso nei bambini e negli adolesce nti di eta' inferiore ai 14 anni e' controindicato.  POSOLOGIA: Adulti al di sopra dei 18 anni: applicare il farmaco 3 o 4 volte al gi orno sulla zona da trattare, frizionando leggermente. Il quantitativo da applicare dipende dalla dimensione della parte interessata. Per ese mpio 2-4 g di gel (quantitativo di dimensioni variabili tra una cilieg ia e una noce) sono sufficienti per trattare un'area di 400-800 cm^2. Dopo l'applicazione, lavarsi le mani, altrimenti risulteranno anch'ess e trattate con il gel. Attenzione usare solo per brevi periodi di trat tamento. Adolescenti dai 14 ai 18 anni: applicare il gel 3 o 4 volte a l giorno sulla zona da trattare, frizionando leggermente. Il quantitat ivo daapplicare dipende dalla dimensione della parte interessata. Per esempio 2-4 g di gel (quantitativo di dimensioni variabili tra una cil iegia e una noce) sono sufficienti per trattare un'area di 400-800 cm^ 2. Dopo l'applicazione, lavarsi le mani, altrimenti risulteranno anch' esse trattate con il gel. Se questo prodotto e' necessario per piu' di 7 giorni per alleviare il dolore o se i sintomi peggiorano, consultar e un medico. Bambini al di sotto dei 14 anni: sono disponibili dati in sufficienti sull'efficacia e la sicurezza nei bambini e negli adolesce nti al di sotto dei 14 anni. Pertanto, l'uso del gel e' controindicato nei bambini al di sotto sei 14 anni di eta'. Anziani (al di sopra dei 65 anni): puo' essere impiegato il dosaggio abituale previsto per gli adulti.  CONSERVAZIONE: Tubo da 60 g, 100 g e gel: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Contenitoresotto pressione da 60 g: conservare a temperatu ra inferiore a 30 gradi C. Attenzione: il contenitore e' sotto pressio ne: conservare al riparo della luce diretta del sole, non perforare, n e' bruciare il contenitore nemmeno dopo l'uso.  AVVERTENZE: La possibilita' di eventi avversi sistemici con l'applicazione di dicl ofenac topico non puo' essere esclusa se il preparato viene usato su a ree cutanee estese e per un periodo prolungato. Il diclofenac topico d eve essere applicato solamente su cute intatta, non malata, e non su f erite cutanee o lesioni aperte. Non deve essere lasciato entrare in co ntatto con gli occhi o membrane mucose e non deve essere ingerito. Int errompere il trattamento se si sviluppa rash cutaneo dopo applicazione del prodotto. Il diclofenac topico puo' essere usato con bendaggi non occlusivi, ma non deve essere usato con un bendaggio occlusivo che no n lasci passare aria. Il medicinale contiene glicole propilenico e ben zile benzoato che possono causare irritazione cutanea.  INTERAZIONI: Poiche' l'assorbimento sistemico di diclofenac a seguito di un'applica zione topica e' molto basso, tali interazioni sono molto improbabili.  EFFETTI INDESIDERATI: Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, per prima la piu' fre quente, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>= 1/10), c omune (>= 1/100, <1/10); non comune (>= 1/1.000, <1/100); raro (>= 1/1 0.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota. Disturbi del siste ma immunitario. Molto raro: ipersensibilita' (inclusa orticaria), edem a angioneurotico. Infezioni e infestazioni. Molto raro: rash con pusto le. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: asm a. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, ecze ma, eritema, dermatite (inclusa dermatite da contatto), prurito; raro: dermatite bollosa; molto raro: reazione di fotosensibilita', reazioni allergiche. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si ve rificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggiocontinuo del rapporto beneficio/rischio del m edicinale.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: La concentrazione sistemica di diclofenac confrontata con formulazioni orali, e' piu' bassa dopo somministrazione topica. Facendo riferiment o all'esperienza con trattamento con FANS per somministrazione sistemi ca, si raccomanda quanto segue: l'inibizione della sintesi di prostagl andine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo em brio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumenta to rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dop o l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con l a dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione d i inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare u n aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embriofetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclu sa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano s tati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac e' usato da una donna in att esa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravida nza, la dose deve essere mantenuta piu' bassa possibile e la durata de l trattamento piu' breve possibile. Durante il terzo trimestre di grav idanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono es porre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura de l dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che p uo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento d el tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrer e anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risul tanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, il d iclofenac e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita'. Tuttavia, alle dosi terapeutiche del prodotto non sono previsti effetti sul latt ante. A causa della mancanza di studi controllati in donne che allatta no, il prodotto deve essere usato durante l'allattamento solo sotto co nsiglio di un professionista sanitario. In questa circostanza, il farm aco non deve essere applicato sul seno delle madri che allattano, ne' altrove su aree estese di pelle o per un periodo prolungato di tempo. 
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VOLTAREN EMULGEL: TRATTAMENTO LOCALE DI STATI DOLOROSI E INFIAMMATORIA DI NATURA REUMATICA O TRAUMATICA

DENOMINAZIONE: VOLTAREN EMULGEL 1% GEL  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Farmaci per uso topico per dolori articolari e muscolari.  PRINCIPI ATTIVI: Diclofenac sodico.  ECCIPIENTI: Dietilamina, carbomeri, macrogol cetostearile etere, cocoile capriloca prato, alcool isopropilico, paraffina liquida, profumo Cream 45 (conti ene benzile benzoato), glicole propilenico, acqua depurata.  INDICAZIONI: Trattamento locale di stati dolorosi e flogistici di natura reumatica o traumatica delle articolazioni (ad esempio osteoartrosi e artriti), dei muscoli (ad esempio contratture o lesioni), dei tendini e dei lega menti (ad esempio tendiniti).  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti elencati; pazienti nei quali si sono verificati attacchi d'asma, or ticaria o riniti acute dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); terzo trimestre di gravidanza. Bambini e adolescenti: l'uso nei bambini e negli adolesce nti di eta' inferiore ai 14 anni e' controindicato.  POSOLOGIA: Adulti al di sopra dei 18 anni: applicare il farmaco 3 o 4 volte al gi orno sulla zona da trattare, frizionando leggermente. Il quantitativo da applicare dipende dalla dimensione della parte interessata. Per ese mpio 2-4 g di gel (quantitativo di dimensioni variabili tra una cilieg ia e una noce) sono sufficienti per trattare un'area di 400-800 cm^2. Dopo l'applicazione, lavarsi le mani, altrimenti risulteranno anch'ess e trattate con il gel. Attenzione usare solo per brevi periodi di trat tamento. Adolescenti dai 14 ai 18 anni: applicare il gel 3 o 4 volte a l giorno sulla zona da trattare, frizionando leggermente. Il quantitat ivo daapplicare dipende dalla dimensione della parte interessata. Per esempio 2-4 g di gel (quantitativo di dimensioni variabili tra una cil iegia e una noce) sono sufficienti per trattare un'area di 400-800 cm^ 2. Dopo l'applicazione, lavarsi le mani, altrimenti risulteranno anch' esse trattate con il gel. Se questo prodotto e' necessario per piu' di 7 giorni per alleviare il dolore o se i sintomi peggiorano, consultar e un medico. Bambini al di sotto dei 14 anni: sono disponibili dati in sufficienti sull'efficacia e la sicurezza nei bambini e negli adolesce nti al di sotto dei 14 anni. Pertanto, l'uso del gel e' controindicato nei bambini al di sotto sei 14 anni di eta'. Anziani (al di sopra dei 65 anni): puo' essere impiegato il dosaggio abituale previsto per gli adulti.  CONSERVAZIONE: Tubo da 60 g, 100 g e 120 g gel: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Contenitoresotto pressione da 50 g: conservare a temperatu ra inferiore a 30 gradi C. Attenzione: il contenitore e' sotto pressio ne: conservare al riparo della luce diretta del sole, non perforare, n e' bruciare il contenitore nemmeno dopo l'uso.  AVVERTENZE: La possibilita' di eventi avversi sistemici con l'applicazione di dicl ofenac topico non puo' essere esclusa se il preparato viene usato su a ree cutanee estese e per un periodo prolungato. Il diclofenac topico d eve essere applicato solamente su cute intatta, non malata, e non su f erite cutanee o lesioni aperte. Non deve essere lasciato entrare in co ntatto con gli occhi o membrane mucose e non deve essere ingerito. Int errompere il trattamento se si sviluppa rash cutaneo dopo applicazione del prodotto. Il diclofenac topico puo' essere usato con bendaggi non occlusivi, ma non deve essere usato con un bendaggio occlusivo che no n lasci passare aria. Il medicinale contiene glicole propilenico e ben zile benzoato che possono causare irritazione cutanea.  INTERAZIONI: Poiche' l'assorbimento sistemico di diclofenac a seguito di un'applica zione topica e' molto basso, tali interazioni sono molto improbabili.  EFFETTI INDESIDERATI: Le reazioni avverse sono elencate per frequenza, per prima la piu' fre quente, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>= 1/10), c omune (>= 1/100, <1/10); non comune (>= 1/1.000, <1/100); raro (>= 1/1 0.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota. Disturbi del siste ma immunitario. Molto raro: ipersensibilita' (inclusa orticaria), edem a angioneurotico. Infezioni e infestazioni. Molto raro: rash con pusto le. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: asm a. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, ecze ma, eritema, dermatite (inclusa dermatite da contatto), prurito; raro: dermatite bollosa; molto raro: reazione di fotosensibilita', reazioni allergiche. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si ve rificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggiocontinuo del rapporto beneficio/rischio del m edicinale.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: La concentrazione sistemica di diclofenac confrontata con formulazioni orali, e' piu' bassa dopo somministrazione topica. Facendo riferiment o all'esperienza con trattamento con FANS per somministrazione sistemi ca, si raccomanda quanto segue: l'inibizione della sintesi di prostagl andine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo em brio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumenta to rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dop o l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con l a dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione d i inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare u n aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embriofetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclu sa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano s tati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac e' usato da una donna in att esa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravida nza, la dose deve essere mantenuta piu' bassa possibile e la durata de l trattamento piu' breve possibile. Durante il terzo trimestre di grav idanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono es porre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura de l dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che p uo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento d el tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrer e anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risul tanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente, il d iclofenac e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantita'. Tuttavia, alle dosi terapeutiche del prodotto non sono previsti effetti sul latt ante. A causa della mancanza di studi controllati in donne che allatta no, il prodotto deve essere usato durante l'allattamento solo sotto co nsiglio di un professionista sanitario. In questa circostanza, il farm aco non deve essere applicato sul seno delle madri che allattano, ne' altrove su aree estese di pelle o per un periodo prolungato di tempo. 
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TRANSACT LAT 10 CEROTTI MEDICATI ANTINFIAMMATORI A BASE DI FLURBIPROFENE

DENOMINAZIONE: TRANSACT LAT 40 MG CERTOTTI MEDICATI  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Antifiammatori non steroidei per uso topico.  PRINCIPI ATTIVI: Flurbiprofen.  ECCIPIENTI: Acido tartarico, acqua depurata, titanio diossido (E 171), caolino, ca ramellosa sodica, essenza di menta, glicerolo, isopropilmiristato, pol iacrilato sodico, polisorbato 80, sorbitan sesquioleato. Supporto in p oliestere con pellicola protettiva in polipropilene, da rimuovere prim a dell'uso.  INDICAZIONI: Trattamento sintomatico locale degli stati dolorosi a carico dell'appa rato muscolo-scheletrico.  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Pazienti con nota ipersensibilita' (asma, orticaria o di tipo allergic o) verso aspirina o altri FANS. Flurbiprofene e' inoltre controindicat o in pazienti con storia di emorragia gastrointestinale o perforazione correlata a precedenti trattamenti con FANS. Flurbiprofene non deve e ssere assunto da pazienti con colite ulcerosa attiva o anamnestica, mo rbo di Crohn, ulcera peptica ricorrente o emorragia gastrointestinale (definita come due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Controindicato in pazienti con severa insufficienza c ardiaca. La somministrazione di flurbiprofene e' controindicata durant e il terzo trimestre di gravidanza  POSOLOGIA: Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della pi u' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamen to che occorre per controllare i sintomi. Impiegare esclusivamente sul la cute. Dopo aver accuratamente lavato e asciugato la zona dolorante, afferrare con entrambe le mani i due lati piu' corti del cerotto e ti rare leggermente in direzione opposta come indicato dalle frecce. Cio' causera' il sollevamento della pellicola protettiva nella parte centr ale del cerotto. Rimuovere la pellicola protettiva ed applicare il lat o adesivo direttamente sulla pelle. Nel caso in cui debba essere appli cato ad articolazioni di maggiore mobilita', come ad esempio il gomito od il ginocchio, e' consigliabile l'uso di un bendaggio di ritenzione da applicare all'articolazione flessa. Applicare un solo cerotto medi cato per volta sulla parte interessata ogni 12 ore. Disporre il cerott o in condizioni di sicurezza per evitare l'ingestione accidentale.  CONSERVAZIONE: Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C.  AVVERTENZE: Flurbiprofene deve essere somministrato con cautela a pazienti con ana mnesi di ulcera peptica e altre malattie gastrointestinali poiche' tal i condizioni possono essere riacutizzate. Il rischio di emorragia gast rointestinale, ulcera o perforazione e' piu' alto all'aumentare del do saggio di flurbiprofene in pazienti con una storia di ulcera, in parti colare se complicata da emorragia e perforazione e negli anziani. Ques ti pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disp onibile. Emorragia gastrointestinale, ulcera o perforazione sono stati riportati con tutti i FANS in qualsiasi momento del trattamento, poss ono essere fatali e possono verificarsi con o senza sintomi di preavvi so oppure in caso di precedente storia di gravi eventi gastrointestina li. Pazienti con anamnesi di malattie gastrointestinali, soprattutto s e anziani, devono riportare qualsiasi sintomo insolito di tipo addomin ale (specialmente emorragia gastrointestinale) nelle fasi iniziali di trattamento. I pazienti anziani hanno una aumentata frequenza di reazi oni avverse ai FANS, specialmente emorragia gastrointestinale e perfor azione, che possono essere fatali. Gli effetti indesiderati possono es sere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i si ntomi. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibito ri della pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farma ci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Quand o si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale il trattamento deve essere sospeso. Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e /o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiche', in associazione al trattamento con i FANS, sono stati riscontrati ritenzi one di liquidi ed edema. Dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di alcuni FANS specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga d urata, puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di even ti trombotici arteriosi come ad esempio infarto del miocardio o ictus. Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per flur biprofene. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteri osa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati co n flurbiprofene soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe consideraz ioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lung a durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascola re. Flurbiprofene, come altri FANS, puo' inibire l'aggregazione piastr inica e prolungare il tempo di sanguinamento. Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportat e molto raramente in associazione con l'uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insor genza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Flurbiprofene deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'. Cautela deve essere usata quando si inizia il trattamento con FANS come ad esempio il flurbiprofene in pazienti con disidratazione considerevole. Particolare cautela deve essere adot tata nel trattamento di pazienti con funzionalita' renale, cardiaca o epatica fortemente ridotta in quanto l'uso dei FANS puo' determinare i l deterioramento della funzione renale. In tali pazienti il dosaggio d eve essere mantenuto il piu' basso possibile e la funzionalita' renale deve essere monitorata. Sono stati riportati casi di broncospasmo con flurbiprofene in pazienti con anamnesi di asma bronchiale. L'uso prol ungato o ripetuto di prodotti per uso cutaneo puo' dare origine a feno meni di sensibilizzazione. In presenza di reazioni d'ipersensibilita' e' necessario interrompere la terapia. Per evitare eventuali fenomeni di ipersensibilita' o di fotosensibilizzazione evitare l'esposizione a lla luce solare diretta, compreso il solarium, durante il trattamento e nelle due settimane successive.  INTERAZIONI: Attenzione deve essere prestata in pazienti trattati con uno qualsiasi dei medicinali di seguito riportati, poiche', in alcuni pazienti, son o state riportate interazioni. Diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina II: i FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione ren ale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani c on funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibi tore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibisco no il sistema della ciclo-ossigenasi puo' portare ad un ulteriore dete rioramento della funzione renale, che comprende una possibile insuffic ienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devon o essere considerate in pazienti che assumono flurbiprofene in concomi tanza con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e de ve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renal e dopo l'inizio della terapia concomitante e successivamente su base p eriodica. I FANS possono esacerbare l'insufficienza cardiaca, ridurre il grado di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici d ei glicosidi cardiaci. Anticoagulanti, come la warfarina: aumento dell 'effetto anticoagulante. Come con altri medicinali contenenti FANS, la somministrazione concomitante di flurbiprofene e aspirina non e' gene ralmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesi derati. Agenti-anti aggreganti: aumento del rischio di emorragia gastr ointestinale. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs ): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale. Sali di Litio: diminuzione di eliminazione di litio. Metotrexate: si consiglia cautel a in caso di somministrazione concomitante di flurbiprofene e metotrex ate poiche' i FANS possono aumentare i livelli di metotrexate. Ciclosp orine: aumento del rischio di nefrotossicita' con i FANS. Corticostero idi: aumento del rischio di ulcera gastrointestinale o di emorragia co n FANS. Inibitori della Cox-2 e altri FANS: l'uso concomitante di altr i FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2, deve e ssere evitata a causa di potenziali effetti additivi. Antibiotici chin oloni: risultati di studi condotti sugli animali suggeriscono che i FA NS possono aumentare il rischio di convulsioni associato all'uso degli antibiotici chinoloni. I pazienti che assumono FANS e Chinoloni posso no avere un aumento del rischio di sviluppare convulsioni. Mifepriston e: i FANS non devono essere assunti per 8-12 giorni dopo la somministr azione di mifepristone poiche' i FANS possono ridurre gli effetti del mifepristone. Tacrolimus: possibile aumento del rischio di nefrotossic ita' in caso di co-somministrazione con FANS. Zidovudine: aumento del rischio di tossicita' ematica in caso di co- somministrazione con FANS . C'e' evidenza di un aumento del rischio di emartrosi e di ematoma in pazienti emofiliaci affetti da HIV in contemporaneo trattamento con Z idovudine e altri FANS.  EFFETTI INDESIDERATI: Disturbi del sangue e del sistema linfatico: trombocitopenia, anemia a plastica e agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario: anafilass i, angioedema, reazione allergica. Disturbi psichiatrici: depressione. Disturbi del sistema nervoso: capogiri, accidenti cerebrovascolari, d isturbi visivi, neurite ottica, emicrania, parestesia, depressione, co nfusione, allucinazione, vertigine, malessere, affaticamento e sonnole nza. Disturbi acustici e del labirinto: tinnito. Disturbi cardiovascol ari: edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. L'assunzione di alc uni FANS (soprattutto se a dosaggi elevati e in caso di trattamento a lungo termine) puo' essere associato ad un aumento del rischio di even ti trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio oppure ictu s). Disturbi respiratori, toracici e mediastinali: reattivita' del tra tto respiratorio (asma, broncospasmo e dispnea). Disturbi gastrointest inali: gli eventi avversi piu' comunemente osservati sono di natura ga strointestinale. Dopo somministrazione di flurbiprofene sono stati rip ortati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerativa, emorragia gastrointestinale ed esacerbazione di colite e morbo di Crohn. Meno fr equentemente sono state osservate gastrite, ulcera peptica, perforazio ne e emorragia da ulcera. Con le supposte si puo' verificare irritazio ne al livello locale. Molto raramente sono stati riportati casi di pan creatite. Disturbi cutanei e ai tessuti sottocutanei: inclusi rash, pr urito, orticaria, porpora, angioedema e molto raramente dermatosi boll ose (includenti Sindrome di Stevens- Johnson, Necrolisi Tossica Epider mica ed Eritema multiforme). Cerotti a base di flurbiprofene, le reazi oni avverse piu' comunemente riportate sono state reazioni cutanee loc ali (inclusi arrossamento, rash, prurito, eruzioni, insensibilita' e f ormicolio); tuttavia l'incidenza e' stata bassa. Disturbi renali e all 'apparato urinario: nefrotossicita' in varie forme, inclusi nefrite in terstiziale e sindrome nefrotica. Come con gli altri FANS, sono stati riportati rari casi di insufficienza renale. L'incidenza di effetti in desiderati e' assai bassa e le reazioni sono generalmente di lieve ent ita'; i livelli sierici ottenuti con il medicinale sono infatti decisa mente piu' bassi di quelli registrati con la somministrazione sistemic a di flurbiprofen e quindi raramente si verificano disturbi sistemici. L'eventuale comparsa di disturbi a carico dell'apparato digerente ric hiede la sospensione della terapia.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' influire negativamen te sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Risultati di stu di epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di mal formazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il ri schio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fi no a circa l'1,5%. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dos e e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di ini bitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aum ento della perdita pre e post-impianto e della mortalita' embrio-fetal e. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa qu ella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il pe riodo organogenetico. Durante il primo e il secondo trimestre di gravi danza, flurbiprofene non deve essere somministrato se non in casi stre ttamente necessari. Se flurbiprofene e' usato da una donna in attesa d i concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, l a dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le piu' bas se possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inib itori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossi cita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ip ertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insu fficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fin e della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguiname nto, un effetto antiaggregante che puo' manifestarsi anche a dosi molt o basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Conseguentemente flurbiprofene e' controi ndicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Flurbiprofene e' esc reto nel latte materno; tuttavia la quantita' escreta e' solo una picc ola frazione della dose materna. La somministrazione di flurbiprofene non e' raccomandata nelle madri che allattano. 
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MOMENT COMPRESSE: FARMACO A BASE DI IBUPROFENE - ANTIINFIAMMATORIO ED ANTIREUMATICO

DENOMINAZIONE: MOMENT 200 MG COMPRESSE RIVESTITE  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.  PRINCIPI ATTIVI: Ibuprofene.  ECCIPIENTI: Amido di mais, sodio carbossimetilamido sodico, povidone, silice collo idale anidra, talco, idrossipropilcellulosa, gomma arabica, saccarosio , Macrogol 6000, magnesio carbonato leggero, titanio diossido.  INDICAZIONI: Dolori di varia origine e natura (mal di testa, mal di denti, nevralgi e, dolori osteo-articolari e muscolari, dolori mestruali); coadiuvante nel trattamento sintomatico degli stati febbrili e influenzali.  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Non somministrare al di sotto dei 12 anni; gravidanza e allattamento; ipersensibilita' al principio attivo, ad altri antireumatici (acido ac etilsalicilico, ecc.) o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ulcera gast roduodenale attiva o grave o altre gastropatie; storia di emorragia ga strointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attiv i o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento); insufficienza epa tica o renale grave; severa insufficienza cardiaca.  POSOLOGIA: Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 1-2 compresse, 2-3 volte al gior no. Non superare la dose di 6 compresse al giorno. Nel caso l'uso del medicinale sia necessario per piu' di 3 giorni negli adolescenti, o ne l caso di peggioramento della sintomatologia, deve essere consultato i l medico. Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. Assumere il prodotto a stomaco pieno.  CONSERVAZIONE: Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conse rvazione.  AVVERTENZE: In pazienti asmatici il prodotto deve essere utilizzato con cautela. L 'uso del farmaco, e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare u na gravidanza. La somministrazione del medicinale dovrebbe essere sosp esa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'. L'uso del prodotto deve essere evitato i n concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. G li effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu ' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattament o che occorre per controllare i sintomi. Effetti cardiovascolari e cer ebrovascolari: studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l' uso di ibuprofene, specialmente ad alti dosaggi (2400 mg/die) e per tr attamenti di lunga durata, puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocard io o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono ch e basse dosi di ibuprofene (per es. <= 1200 mg/die) siano associate ad un aumento del rischio di infarto del miocardio. Negli adolescenti di sidratati esiste il rischio di alterazione della funzionalita' renale. I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avver se ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, c he possono essere fatali. Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e p erforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi mom ento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi ev enti gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestina le, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anzia ni e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da em orragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulc erazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS. Quest i pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose dispo nibile. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibit ori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Pazient i con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattu tto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali de l trattamento. Controllare attentamente i pazienti che assumono farmac i concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o em orragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, ini bitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastroint estinale in pazienti che assumono il medicinale sospendere il trattame nto. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con u na storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Cro hn) poiche' tali condizioni possono essere esacerbate. Cautela e' rich iesta prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi posit iva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche' in associazion e al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liqui di, ipertensione ed edema. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali f atali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens- Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente i n associazione con l'uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pa zienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazion e si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trat tamento. Il medicinale deve essere interrotto alla prima comparsa di r ash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensi bilita'. Il prodotto contiene saccarosio.  INTERAZIONI: Sono da tenere presenti eventuali interazioni con gli anticoagulanti d i tipo cumarinico: i pazienti sottoposti a trattamento con tali farmac i debbono consultare il medico prima di assumere il prodotto. E' inolt re consigliabile ricorrere al consiglio del medico in caso di qualunqu e concomitante terapia prima della somministrazione del prodotto. Cort icosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointe stinale. Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli an ticoagulanti, come il warfarin. Agenti antiaggreganti e inibitori sele ttivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di em orragia gastrointestinale. Diuretici, ACE inibitori e Antagonisti dell 'angiotensina II: i FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con f unzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono i l sistema della ciclo-ossigenasi puo' portare a un ulteriore deteriora mento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono ess ere considerate in pazienti che assumono il farmaco in concomitanza co n ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina II. Quindi, la combina zione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve esser e preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l 'inizio della terapia concomitante. Dati sperimentali indicano che l'i buprofene puo' inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrat i in concomitanza. Tuttavia, l'esiguita' dei dati e le incertezze rela tive alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofe ne; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall'uso oc casionale dell'ibuprofene.  EFFETTI INDESIDERATI: Effetti cutanei: talvolta si possono verificare eruzioni cutanee su ba se allergica (eritemi, prurito, orticaria). Reazioni bollose includent i: Sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto r aramente). Effetti gastrointestinali: gli eventi avversi piu' comuneme nte osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ul cere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fat ale, in particolare negli anziani. Dopo somministrazione del farmaco s ono stati riportati: senso di peso allo stomaco, nausea, vomito, diarr ea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, em atemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Croh n. Meno frequentemente sono state osservate gastriti. Effetti cardiova scolari: in associazione al trattamento con i FANS sono stati riportat i edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici e dati e pidemiologici suggeriscono che l'uso di ibuprofene (specialmente ad al ti dosaggi 2400 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arte riosi (p. es. infarto del miocardio o ictus). Tali fenomeni regredisco no rapidamente con la sospensione del trattamento.  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativa mente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malfor mazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della si ntesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia . Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di pro staglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento d' incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' s tato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Dura nte il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintes i di prostaglandine possono esporre: il feto a: tossicita' cardiopolmo nare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmon are); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanz a, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto a ntiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del tr avaglio. 
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ASPIRINA DOLORE E INFIAMMAZIONE COMPRESSE RIVESTITE 500MG

  DENOMINAZIONE: ASPIRINA DOLORE E INFIAMMAZIONE 500 MG   CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Analgesici ed antipiretici.   PRINCIPI ATTIVI: Acido acetilsalicilico.   ECCIPIENTI: Nucleo della compressa: silicio biossido colloidale; sodio carbonato a nidro. Rivestimento: cera di carnauba; ipromellosa; zinco stearato.   INDICAZIONI: Trattamento sintomatico della febbre e/o del dolore da lieve a moderat o, come mal di testa, sindrome influenzale, mal di denti, dolori musco lari.   CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR: Ipersensibilita' all'acido acetilsalicilico o ad altri salicilati, o a d uno qualsiasi degli eccipienti; anamnesi di asma o reazioni di ipers ensibilita' (ad es. orticaria, angioedema, rinite grave, shock) indott e dalla somministrazione di salicilati o sostanze con un'azione simile , in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); ulcera peptica in fase attiva; diatesi emorragica; insufficienza renale grave ; insufficienza epatica grave; insufficienza cardiaca grave non contro llata; concomitante somministrazione di metotrexato in dosi superiori a 20 mg alla settimana, per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalic ilico, o per dosi analgesiche o antipiretiche; concomitante somministr azione di anticoagulanti orali per dosi antinfiammatorie di acido acet ilsalicilico, o per dosi analgesiche o antipiretiche e nei pazienti co n anamnesi di ulcere gastroduodenali; dall'inizio del sesto mese di gr avidanza (oltre la ventiquattresima settimana di amenorrea); bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di eta'.   POSOLOGIA: Adulti e ragazzi (dai 16 anni in poi): da 1 a 2 compresse per ciascuna dose da ripetere secondo necessita' dopo un minimo periodo di 4 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 6 compresse. Anziani (dai 65 anni): 1 compressa per ciascuna dose da ripetere secondo neces sita' dopo un minimo periodo di 4 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 4 compresse. L'acido acetilsalicilico non va assunto per piu' di 3 giorni (in caso di febbre) o di 3 - 4 giorni (in caso d i dolore) salvo diversa indicazione del medico. Popolazione pediatrica : l'acido acetilsalicilico non deve essere usato nei bambini e nei rag azzi al di sotto dei 16 anni senza una prescrizione medica. L'acido ac etilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti con funziona lita' epatica o renale anomala o con problemi circolatori. Modo di som ministrazione: per uso orale. Le compresse vanno assunte con una adegu ata quantita' di liquidi.   CONSERVAZIONE: Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.   AVVERTENZE: In caso di combinazione con altri prodotti medicinali, per evitare qua lsiasi rischio di sovradosaggio, controllate che l'acido acetilsalicil ico sia assente dalla composizione di questi altri medicinali. La sind rome di Reye, una malattia molto rara e potenzialmente mortale, e' sta ta descritta in bambini con sintomi di infezioni virali (in particolar e varicella ed episodi influenzali) con o senza assunzione di acido ac etilsalicilico. Di conseguenza, l'acido acetilsalicilico dovrebbe esse re somministrato ai bambini in queste condizioni solo dopo parere medi co e quando misure di altro genere si siano dimostrate inefficaci. In caso di vomito persistente, alterazioni dello stato di coscienza o com portamento anormale, il trattamento con acido acetilsalicilico deve es sere interrotto. In caso di somministrazione prolungata di analgesici ad alte dosi, l'attacco di mal di testa non deve essere trattato con d osi maggiori. L'impiego regolare di analgesici, in particolare di una combinazione di analgesici, puo' comportare una lesione renale permane nte, con rischio di insufficienza renale. In alcune gravi forme di def icit di G6PD, alte dosi di acido acetilsalicilico possono causare emol isi. In caso di deficit di G6PD, l'acido acetilsalicilico va somminist rato sotto supervisione medica. Il monitoraggio del trattamento dovreb be essere intensificato nei seguenti casi: nei pazienti con anamnesi d i ulcera gastrica o duodenale, sanguinamento gastrointestinale, o gast rite; nei pazienti con insufficienza renale; nei pazienti con insuffic ienza epatica; nei pazienti con asma: il verificarsi di un attacco di asma, in alcuni pazienti, puo' essere collegato a una allergia ai farm aci antinfiammatori non steroidei o all'acido acetilsalicilico; in que sto caso, questo medicinale e' controindicato; nelle pazienti con metr orragia o menorragia (rischio di un aumento del volume e della durata del ciclo). Sanguinamento gastrointestinale o ulcere/perforazioni poss ono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, senza che ci sia necessariamente alcun segno premonitore o anamnesi nel pazient e. Il rischio relativo aumenta nei soggetti anziani, nei soggetti con ridotto peso corporeo, e nei pazienti che ricevono anticoagulanti o in ibitori dell'aggregazione piastrinica. In caso di sanguinamento gastro intestinale, il trattamento deve essere immediatamente interrotto. Vis to l'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica, che si manifesta anche a dosi molto basse e persiste per diversi giorni, il paziente dovrebbe essere a conoscenza del rischio d i emorragia in caso di interventi chirurgici, anche di piccola entita' (ad es. estrazione dentaria). In dosi analgesiche o antipiretiche, l' acido acetilsalicilico inibisce l'escrezione di acido urico; nelle dos i usate in reumatologia (dosi antinfiammatorie), l'acido acetilsalicil ico ha un effetto uricosurico. L'utilizzo di questo medicinale non e' raccomandato durante l'allattamento. La somministrazione di acido acet ilsalicilico non e' raccomandata con: anticoagulanti orali con dosi an algesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico ( >=500 mg per som ministrazione e/o < 3 g al giorno) e in pazienti senza anamnesi di ulc ere gastro- duodenali. Altri antiinfiammatori non steroidei (FANS) con dosi antiinfiammatorie di acido acetilsalicilico (>= 1 g per somminis trazione e/o >= 3 g al giorno) o con dosi di acido acetilsalicilico an algesiche o antipiretiche (>= 500 mg per somministrazione e/o < 3 g al giorno). Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) ed ep arine non frazionate con dosi terapeutiche o in pazienti anziani (> 65 anni) indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi antiinfiamm atorie di acido acetilsalicilico (>= 1g per somministrazione e/o >= 3 g al giorno) o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsal icilico (>=500 mg per somministrazione e/o < 3 g al giorno); clopidogr el (al di la' delle indicazioni approvate per questa associazione nei pazienti con malattia coronarica acuta); ticlopidina; uricosurici; glu cocorticoidi (ad eccezione della terapia sostitutiva con idrocortisone ) per dosi di acido acetilsalicilico antiinfiammatorie (>= 1 g per som ministrazione e/o >= 3 g al giorno); pemetrexed in pazienti con funzio nalita' renale ridotta in modo da lieve a moderato ( clearance della c reatinina fra 45 ml/min e 80 ml /min); anagrelide: aumentato rischio d i emorragia e diminuzione dell'effetto antitrombotico.   INTERAZIONI: Nel testo seguente, si applicano le seguenti definizioni: dosi antiinf iammatorie di acido acetilsalicilico sono definite come ">= 1g per som ministrazione e/o >= 3g al giorno"; dosi analgesiche o antipiretiche d i acido acetilsalicilico sono definite come ">=500 mg per somministraz ione e/o < 3 g al giorno". Diverse sostanze danno luogo ad interazioni , per le loro proprieta' di inibitori dell'aggregazione piastrinica: a bciximab, acido acetilsalicilico, cilostazolo, clopidogrel, epoprosten olo, eptifibatide, iloprost, iloprost trometamolo, prasugrel, ticlopid ina, tirofiban, ticagrelor. Il rischio di sanguinamento aumenta con l' utilizzo di piu' inibitori dell'aggregazione piastrinica cosi' come co n un loro utilizzo in combinazione con eparina o molecole correlate, a nticoagulanti orali o altri trombolitici, e deve essere valutato trami te costante monitoraggio clinico. >>Combinazioni controindicate. Metot rexato in dosi superiori a 20 mg alla settimana, con dosi antinfiammat orie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento della tossicita' del metotrexato, in particolare della tossicita' ematologica (dovuta alla ridotta elimi nazione renale di metotrexato causata dall'acido acetilsalicilico). An ticoagulanti orali con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico , o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico e n ei pazienti con anamnesi di ulcere gastroduodenali: aumento del rischi o di emorragia. >>Combinazioni non raccomandate. Anticoagulanti orali con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico e nei p azienti senza anamnesi di ulcere gastroduodenali: aumento del rischio di emorragia. Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) con d osi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di ulc ere gastrointestinali ed emorragia. Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) e eparine non frazionate a dosi curative, o in pa zienti anziani (>=65 anni) indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico o dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di emo rragia (inibizione dell'aggregazione piastrinica e aggressione della m ucosa gastroduodenale da parte dell'acido acetilsalicilico). Andrebbe usato un altro farmaco antinfiammatorio, o un altro analgesico o antip iretico. Clopidogrel (al di fuori dell'indicazione approvata per quest a combinazione in pazienti con sindrome coronarica acuta): aumento del rischio di emorragia. Se la somministrazione concomitante non puo' es sere evitata, si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico. Tic lopidina: aumento del rischio di emorragia. Se la somministrazione con comitante non puo' essere evitata, si raccomanda di effettuare un moni toraggio clinico. Uricosurici (benzbromarone, probenecid): riduzione d ell'effetto uricosurico dovuta alla competizione per l'eliminazione di acido urico nei tubuli renali. Glucocorticoidi (esclusa la terapia so stitutiva con idrocortisone) per dosi antinfiammatorie di acido acetil salicilico: aumento del rischio di emorragia. Pemetrexed nei pazienti con riduzione della funzionalita' renale da lieve a moderata (clearanc e della creatinina tra 45 ml/min e 80 ml/min); aumento del rischio di tossicita' da pemetrexed (dovuto alla diminuita eliminazione renale di pemetrexed causata dall'acido acetilsalicilico) con dosi antinfiammat orie di acido acetilsalicilico. Anagrelide: aumento del rischio di emo rragia e diminuzione dell'effetto antitrombotico. Se la somministrazio ne concomitante non puo' essere evitata, si raccomanda di effettuare u n monitoraggio clinico. >>Combinazioni che necessitano di precauzioni di impiego. Diuretici, inibitori dell'enzima di conversione dell'angio tensina (ACE) e antagonisti del recettore dell'angiotensina II, con do si antinfiammatorie di acido acetilsalicilico o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: nei pazienti disidratati puo ' verificarsi un'insufficienza renale acuta causata dalla riduzione de lla velocita' di filtrazione glomerulare dovuta alla diminuita sintesi di prostaglandine renali. Inoltre, puo' esserci una riduzione dell'ef fetto antipertensivo. Assicurarsi che il paziente sia idratato e che l a funzionalita' renale venga monitorata all'inizio del trattamento. Me totrexato in dosi <= 20 mg alla settimana, con dosi antinfiammatorie d i acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di ac ido acetilsalicilico: aumento della tossicita' del metotrexato, in par ticolare della tossicita' ematologica (dovuta alla ridotta eliminazion e renale di metotrexato causata dall'acido acetilsalicilico). L'emocro mo dovrebbe essere monitorato ogni settimana durante le prime settiman e di somministrazione concomitante. I pazienti con riduzione della fun zionalita' renale (anche lieve) e i pazienti anziani dovrebbero essere sottoposti a stretto monitoraggio. Clopidogrel (nell'indicazione appr ovata per questa combinazione in pazienti con sindrome coronarica acut a): aumento del rischio di emorragia. Si raccomanda di effettuare un m onitoraggio clinico. Trattamenti topici gastrointestinali, antiacidi e carbone attivo: aumento dell'escrezione renale di acido acetilsalicil ico dovuta all'alcalinizzazione delle urine. Si raccomanda di somminis trare antiacidi e trattamenti topici gastrointestinali ad almeno due o re di distanza dall'assunzione di acido acetilsalicilico. Pemetrexed n ei pazienti con normale funzionalita' renale: aumento del rischio di t ossicita' da pemetrexed (dovuto alla diminuzione della eliminazione re nale di pemetrexed causata dall'acido acetilsalicilico) con dosi antin fiammatorie di acido acetilsalicilico. La funzionalita' renale andrebb e monitorata. >>Combinazioni che devono essere tenute in considerazion e. Glucocorticoidi (esclusa la terapia sostitutiva con idrocortisone) per dosi analgesiche e antipiretiche di acido acetilsalicilico: aument o del rischio di emorragia. Deferasirox: con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acid o acetilsalicilico: aumento del rischio di ulcere gastrointestinali ed emorragia. Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) ed eparine non frazionate in dosi preventive nei pazienti < di 65 anni di eta': influenzando l'emostasi a vari livelli, la somministrazione con comitante aumenta il rischio di emorragia. Pertanto, in tali pazienti, la cosomministrazione di eparine (o molecole correlate) in dosi preve ntive, e di acido acetilsalicilico in qualsiasi dose, dovrebbe essere presa in considerazione abbinandola ad un monitoraggio clinico e di la boratorio in base alla necessita'. Trombolitici: aumento del rischio d i emorragia. Inibitori Selettivi del Reuptake della Serotonina: aument o del rischio di emorragia.   EFFETTI INDESIDERATI: Frequenze: non note (non possono essere valutate dai dati disponibili) . Patologie del sangue e del sistema linfatico: sanguinamento e tenden za alle emorragie (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ec c.) con aumento del tempo di sanguinamento. Il rischio di sanguinament o puo' persistere per 4-8 giorni dopo l'interruzione dell'assunzione d i acido acetilsalicilico. Puo' causare un aumento del rischio di emorr agia in caso di interventi chirurgici. Possono verificarsi anche emorr agie intracraniche e gastrointestinali. Disturbi del sistema immunitar io: reazioni di ipersensibilita', reazioni anafilattiche, asma, angioe dema. Patologie del sistema nervoso: cefalea, capogiro, sensazione di perdita dell'udito, tinnito, che indicano di solito un sovradosaggio. Emorragia intracranica. Patologie gastrointestinali: dolore addominale . Emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc.) con conseguente anemia da carenza di ferro. Il rischio di sangu inamento e' correlato alla dose. Ulcere e perforazioni gastriche. Pato logie epatobiliari: innalzamento degli enzimi epatici di solito revers ibile con l'interruzione del trattamento, danno epatico, principalment e di natura epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocu taneo: orticaria, eruzioni cutanee Disturbi generali Sindrome di Reye. E' importante segnalare gli effetti indesiderati del medicinale dopo l'autorizzazione. Questo consente di continuare il monitoraggio del ra pporto rischio beneficio del medicinale.   GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' avere effetti avv ersi sul corso della gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati tratti dagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo, malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all'uso di inibitori della sintesi delle prostaglandine nelle prime f asi della gravidanza. Il rischio sembra aumentare con la dose e la dur ata del trattamento. Negli animali, e' stato dimostrato che la sommini strazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine provoca u n aumento della perdita pre e post impianto e della mortalita' embriofetale. Inoltre, un'aumentata incidenza di varie malformazioni, inclus e quelle cardiovascolari, e' stata segnalata in animali ai quali era s tato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine dur ante il periodo organogenetico della gestazione. A meno che non sia as solutamente indispensabile, l'acido acetilsalicilico non deve essere s omministrato durante le prime 24 settimane di amenorrea. Se l'acido ac etilsalicilico viene somministrato in donne che desiderano una gravida nza o sono in gravidanza durante le prime 24 settimane di amenorrea, l a dose deve essere la piu' bassa possibile e la durata del trattamento il piu' breve possibile. Oltre la 24. settimana di amenorrea, tutti g li inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a : tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterio so e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' evolversi i n insufficienza renale con oligoidroamniosi; Nella fase finale della g ravidanza, la madre e il neonato possono andare incontro a: prolungame nto del tempo di emorragia, dovuto all'inibizione della aggregazione p iastrinica che puo' manifestarsi anche a dosi molto basse di acido ace tilsalicilico; inibizione delle contrazioni uterine che determina il r itardo o il protrarsi del travaglio. Pertanto l'acido acetilsalicilico e' controindicato superato il quinto mese di gravidanza (oltre 24 set timane di amenorrea). L'acido acetilsalicilico passa nel latte materno : pertanto l'uso di acido acetilsalicilico non e' raccomandato durante l'allattamento. Ci sono alcune evidenze che i farmaci che inibiscono la cicloossigenasi/ sintesi delle prostaglandine possono causare alter azione della fertilita' femminile a causa di un effetto sulla ovulazio ne. Questo effetto e' reversibile alla sospensione del trattamento.  
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OKITASK BUSTINE SUBLINGUALI A BASE DI KETOPROFENE SALE DI LISINA 40MG

PRIMA DELL’USO LEGGETE CON ATTENZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL FOGLIO ILLUSTRATIVO Questo è un medicinale di AUTOMEDICAZIONE che potete usare per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all’aiuto del medico. Può essere quindi acquistato senza ricetta ma va usato correttamente per assicurarne l’efficacia e ridurne gli effetti indesiderati. per maggiori informazioni e consigli rivolgetevi al farmacista consultate il medico se il disturbo non si risolve dopo un breve periodo di trattamento OKITASK 40 mg granulato (ketoprofene sale di lisina) CHE COSA E’ OKITASK 40 mg granulato appartiene alla categoria dei farmaci antinfiammatori e antireumatici. PERCHE’ SI USA OKITASK 40 mg granulato si usa per dolori di diversa origine e natura, ed in particolare: mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali, dolori muscolari e osteoarticolari. QUANDO NON DEVE ESSERE USATO Ipersensibilità al ketoprofene o a sostanze con analogo meccanismo d'azione (per esempio acido acetilsalicilico o altri FANS) o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il prodotto non va somministrato nei soggetti nei quali l'impiego di altri farmaci antinfiammatori non steroidei abbia determinato reazioni di ipersensibilità come broncospasmo, attacchi d'asma, rinite acuta, orticaria, eruzioni cutanee. . Reazioni anafilattiche gravi, raramente fatali, sono state osservate in questi pazienti. Il prodotto non va somministrato in pazienti con ulcera gastrica o duodenale, con ulcera peptica/emorragia attiva o storia di ulcera peptica ricorrente/emorragia (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o emorragia), gastrite e disturbi digestivi cronici (dispepsia), o in pazienti con una storia di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione conseguente a precedente terapia con FANS. Il prodotto non va somministrato in soggetti con leucopenia (riduzione del numero di globuli bianchi) o piastrinopenia (riduzione del numero delle piastrine), con emorragie in atto o diatesi emorragica (predisposizione alle emorragie), in corso di trattamento con anticoagulanti, in pazienti con severa insufficienza renale, epatica o cardiaca. Non è consigliabile somministrarlo assieme ad altri farmaci antinfiammatori e ad acido acetilsalicilico. Non somministrare nel terzo trimestre di gravidanza gravidanza accertata o presunta e durante l’allattamento: (vedere Cosa fare durante la gravidanza e l'allattamento). Pediatria, geriatria e quadri clinici specifici: il farmaco non va somministrato nei bambini e ragazzi al di sotto dei 15 anni. Pazienti sottoposti ad importanti interventi chirurgici. PRECAUZIONI PER L'USO In pazienti asmatici il prodotto deve essere utilizzato con cautela, consultando il medico prima di assumerlo, così come in pazienti con ulcera peptica attiva o pregressa, o malattia infiammatoria intestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn), cardiopatia (insufficienza cardiaca), ipertensione, epatopatia o nefropatia. Il prodotto deve essere utilizzato con cautela nei pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia (corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti  antiaggreganti come l'aspirina, vedi Quali medicinali o alimenti possono modificare l'effetto del medicinale). I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché tali condizioni possono essere esacerbate (vedi Effetti indesiderati). QUALI MEDICINALI O ALIMENTI POSSONO MODIFICARE L'EFFETTO DEL MEDICINALE Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica. Poichè il legame proteico del ketoprofene è elevato, può essere necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere somministrati contemporaneamente. In corso di terapia con i farmaci a base di litio la contemporanea somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei provoca aumento dei livelli plasmatici del litio. Il probenecid può aumentare le concentrazioni plasmatiche di ketoprofene. I corticosteroidi possono aumentare il rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento. La pentossifillina, i trombolitici, farmaci antiaggreganti come l’aspirina, la ticlopidina o il clopidogrel e altri FANS (compresi gli inibitori selettivi della ciclo ossigenasi 2), possono aumentare il rischio di sanguinamento. Gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) possono aumentare il rischio di emorragia gastrointestinale (vedi E’ importante sapere che). I FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti, come warfarin o eparina (vedi Precauzioni per l’uso). Pazienti che stanno assumendo diuretici e tra questi, quelli particolarmente disidratati sono maggiormente a rischio di sviluppare insufficienza renale secondaria alla riduzione del flusso ematico renale causata dall’inibizione delle prostaglandine. Questi pazienti devono essere reidratati prima di iniziare la cosomministrazione ed è necessario monitorare strettamente la funzionalità renale dopo l’inizio del trattamento. Altri FANS, (compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2) e alte dosi di salicilati: aumento del rischio di ulcere gastrointestinali. Gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) la somministrazione contemporanea di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti anti-infiammatori non steroidei può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste alterazioni devono essere considerate in pazienti che assumono OKITASK 40 mg granulato in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell' angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, e solo dopo aver consultato il medico, specialmente nei pazienti anziani. Sono da tenere presenti eventuali interazioni con i seguenti farmaci: ipoglicemizzanti orali (sulfaniluree), antinfiammatori e metotressato. I pazienti in trattamento con tali farmaci debbono consultare il medico prima di assumere il prodotto. E’ IMPORTANTE SAPERE CHE Non usare per trattamenti protratti. Dopo un breve periodo di trattamento senza risultati apprezzabili, consultare il medico. L'uso concomitante di OKITASK 40 mg granulato con altri FANS deve essere evitato, (inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2). Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedi i paragrafi sottostanti sui rischi gastrointestinali e cardiovascolari). Quando il prodotto è somministrato in pazienti con porfiria epatica è richiesta attenzione poichè il farmaco potrebbe scatenare un attacco. Anziani: i pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedi Come usare questo medicinale). Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione che possono essere fatali. Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketoprofene può essere associato a un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale, rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi (vedi Come usare questo medicinale e Quando non deve essere usato). I pazienti anziani sono più predisposti alla riduzione della funzionalità renale, cardiovascolare od epatica. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedi Quando non deve essere usato), i1 rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedi sotto e Quali medicinali o alimenti possono modificare l'effetto del medicinale). Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono OKITASK 40 mg granulato il trattamento deve essere sospeso. Molto raramente sono state riportate con l'uso dei FANS gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali (dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica), (vedi Effetti indesiderati). L'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi nelle fasi iniziali del trattamento. OKITASK 40 mg granulato deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Le medicine così come OKITASK 40 mg granulato possono essere associate ad un modesto aumento del rischio di attacco cardiaco ("infarto del miocardio") o ictus. Qualsiasi rischio è più probabile con alte dosi e trattamenti prolungati. Non superare la dose o la durata del trattamento raccomandata. Se ha problemi cardiaci, o precedenti di ictus o pensa di potere essere a rischio per queste condizioni (per esempio se ha pressione sanguigna alta, diabete o colesterolo elevato o fuma) deve discutere la sua terapia con il suo dottore o farmacista. Come gli altri FANS, in presenza di una infezione, , le proprietà antiinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche del ketoprofene possono mascherare i sintomi comuni della progressione dell’infezione come la febbre. In caso di disturbi della vista, come visione offuscata, è necessario interrompere il trattamento. L'uso di OKITASK 40 mg granulato, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi, è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione di OKITASK 40 mg granulato dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità. OKITASK 40 mg granulato non influisce su diete ipocaloriche o controllate. Quando può essere usato solo dopo aver consultato il medico In pazienti asmatici il prodotto deve essere utilizzato con cautela, consultando il medico prima di assumerlo, così come in pazienti con pregressa (precedente) ulcera peptica, epatopatia o nefropatia, broncopneumopatia ostruttiva cronica, di rinite allergica e cronica  come pure in pazienti con precedenti di cardiopatia o ictus o fattori di rischio per queste condizioni. E’ opportuno consultare il medico anche nei casi in cui tali disturbi si fossero manifestati in passato. Cosa fare durante la gravidanza e l'allattamento Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale. OKITASK 40 mg granulato non deve essere usato durante la gravidanza e l'allattamento. L'uso va anche evitato nel caso sospettiate uno stato di gravidanza o desideriate pianificare una maternità. Alcuni studi scientifici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e malformazioni cardiache e gastriche nelle prime fasi della gravidanza dopo l’uso di farmaci inibitori della sintesi delle prostaglandine. L’uso di OKITASK 40 mg è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. Inoltre OKITASK 40 mg non deve essere usato durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, se non strettamente necessario. Se OKITASK 40 mg è usato in donne che desiderano una gravidanza o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la durata di trattamento più breve possibile. OKITASK 40 mg non deve essere usato durante il terzo trimestre di gravidanza. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti i medicinali della classe di OKITASK 40 mg possono esporre il feto a : - tossicità cardiopolmonare; - disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Uso durante l’allattamento OKITASK 40 mg non deve essere usato durante l’allattamento Guida di veicoli e utilizzo di macchinari In caso di sonnolenza, senso di vertigini o convulsioni evitare di guidare, usare macchinari o svolgere attività che richiedano particolare vigilanza . (vedere “Effetti indesiderati”). Informazioni importanti su alcuni eccipienti Aspartame L’aspartame presente nel prodotto è una fonte di fenilalanina e rende il medicinale non adatto per i soggetti con fenilchetonuria. COME USARE QUESTO MEDICINALE Attenzione: non superare le dosi indicate senza il consiglio del medico. Adulti e ragazzi sopra i 15 anni: 1 bustina. In caso di asma, pregressa (precedente) ulcera peptica, cardiopatia, epatopatia o nefropatia occorre rivolgersi al medico. Quando e per quanto tempo Una sola volta, o ripetuta 2-3 volte al giorno, nelle forme dolorose di maggiore intensità. E’ opportuno prendere il medicinale dopo i pasti. Non impiegare per periodi di tempo prolungati senza il consiglio del medico. Consultate il medico se il disturbo si presenta ripetutamente o se avete notato un qualsiasi cambiamento recente delle sue caratteristiche. Come OKITASK 40 mg granulato può essere posto direttamente sulla lingua. Si dissolve con la saliva; questo ne consente l’impiego senza acqua. E’ preferibile assumere il prodotto a stomaco pieno. Non superare le dosi consigliate: in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati. COSA FARE SE AVETE PRESO UNA DOSE ECCESSIVA DI MEDICINALE Sono stati riportati casi di sovradosaggio con dosi fino a 2,5 g di ketoprofene. Nella maggior parte dei casi, sono stati osservati sintomi benigni e limitati a: letargia, sonnolenza, mal di testa, vertigini, confusione e perdita di coscienza, così come dolore, nausea, vomito e dolore epigastrico. Si possono verificare anche emorragia gastrointestinale, ipotensione, depressione respiratoria e cianosi Non esistono antidoti specifici in caso di sovradosaggio di ketoprofene. In casi di sovradosaggi massivi sospetti si raccomanda una lavanda gastrica e di istituire un trattamento sintomatico e di supporto per compensare la disidratazione, monitorare l’ecrezione urinaria e correggere l’acidosi, se presente. In casi di insufficienza renale, l’emodialisi può essere utile per rimuovere il farmaco in circolo. In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di OKITASK 40 mg granulato avvertite immediatamente il medico o rivolgetevi al più vicino ospedale. EFFETTI INDESIDERATI Come tutti i medicinali, OKITASK 40 mg granulato può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedi E' importante sapere che). La frequenza e l'entità di tali effetti risultano sensibilmente ridotte assumendo il farmaco a stomaco pieno. In casi eccezionali, le manifestazioni di ipersensibilità possono assumere il carattere di reazioni sistemiche severe (edema della laringe, edema della glottide, dispnea, palpitazione) sino allo shock anafilattico. In questi casi si rende necessaria un’assistenza medica immediata. Classificazione delle frequenze attese: Molto comune (1/10), comune (da 1/100 a ≤1/10), non comune (da 1/1000 a ≤1/100), raro (da 1/10000 a ≤1/1000), molto raro (≤1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le seguenti reazioni avverse sono state osservate con l’uso di ketoprofene negli adulti: Patologie del sistema emolinfopoietico Raro: anemia emorragica Non nota: trombocitopenia, , agranulocitosi, insufficienza midollare Disturbi del sistema immunitario  Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock), ipersensibilità Disturbi psichiatrici Non nota: alterazioni dell'umore Patologie del sistema nervoso Non comune: mal di testa, vertigini, sonnolenza, Rari: parestesie Non nota: convulsioni, disgeusia Patologie dell’occhio Raro: visione offuscata (si veda E’ IMPORTANTE SAPERE CHE) Patologie dell'orecchio e del labirinto Raro: tinnito Patologie cardiache Non nota: insufficienza cardiaca Patologie vascolari Non nota: ipertensione, vasodilatazione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro: asma Non nota: broncospasmo (soprattutto nei pazienti con ipersensibilità accertata all’acido acetilsalicilico e ad altri FANS), rinite, dispnea, edema della laringe, edema della glottide. Patologie gastrointestinali Comune: dispepsia, nausea, dolore addominale, vomito Non comune: stipsi, diarrea, flatulenza, gastrite Raro: stomatite, ulcera peptica Non nota: esacerbazione di colite e morbo di Crohn, emorragia e perforazione gastrointestinale, stomatite ulcerativa, melena, ematemesi, ulcera e perforazione duodenale Patologie epatobiliari Raro: epatite, aumento delle transaminasi, livelli di bilirubina sierica elevati dovuti a disturbi epatici Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: rash, prurito Non nota: reazioni da fotosensibilità, alopecia, orticaria, angioedema, eruzioni bollose tra cui sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, edema, esantema Patologie renali e urinarie: Non nota: insufficienza renale acuta, nefrite tubulo interstiziale, sindrome nefritica, test della funzione renale alterati Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: edema, affaticamento Esami diagnostici Raro: peso aumentato Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se si nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informare il medico o il farmacista. SCADENZA E CONSERVAZIONE Scadenza: vedere la data di scadenza indicata sulla confezione La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Conservare a temperatura non superiore a 30°C Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. E’ importante avere sempre a disposizione le informazioni sul medicinale, pertanto conservate sia la scatola che il foglio illustrativo. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente. COMPOSIZIONE Una bustina contiene: Principio attivo: ketoprofene sale di lisina 40 mg (corrispondente a 25 mg di ketoprofene) Eccipienti: povidone, silice colloidale, idrossipropilmetilcellulosa, eudragit EPO, sodio dodecil solfato, acido stearico, magnesio stearato, aspartame, mannitolo, xilitolo, talco, aroma lime, aroma limone, aroma frescofort COME SI PRESENTA OKITASK 40 mg granulato si presenta in forma di granulato per uso orale. Il contenuto della confezione è di 10 bustine oppure di 20 bustine TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO E PRODUTTORE Dompé s.p.a. – via Campo di Pile – 67100 L’Aquila REVISIONE DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DA PARTE DELL'AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO  marzo 2013
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